Area Science Park, il Comune tende la mano

«Area Science Park? I modi del commiato non sono stati tanto carini, ma da parte nostra, se c'è volontà di restare, c'è ancora la disponibilità a sedersi ad un tavolo e ragionare».
Una tirata d'orecchi e una mano tesa, dal sindaco di Gorizia Ettore Romoli, ai vertici di Area Science Park, che nei giorni scorsi hanno confermato che non rinnoverà l'accordo con Sdag ed entro la fine dell'anno lascerà la TechnoArea dell'autoporto, dove attualmente sono ancora insediate nove imprese per una quarantina di lavoratori in totale. Il Comune di Gorizia, così come del resto anche la Camera di Commercio, ha accolto con un misto di sorpresa e rammarico la notizia, e non ha gradito particolarmente la mancanza di comunicazioni ufficiali da parte di Area. «In questi giorni ho intenzione di approfondire meglio la vicenda, perché anche noi del Comune non avevano ricevuto nessuna informazione da parte di Area Science Park su quanto avevano intenzione di fare - dice il sindaco Ettore Romoli -. Sicuramente dispiace perché quello di TechnoArea era un progetto nel quale la Camera di Commercio aveva investito in modo importante, e noi, tramite Sdag, avevamo messo a disposizione degli spazi. Ora, praticamente senza dire nulla, Area Science Park se ne va. Il modo, ammettiamolo, non è stato tanto carino, ma penso che nei prossimi giorni questi signori avranno il bon ton di prendere contatto con l'amministrazione comunale e la Camera di Commercio per spiegare le loro motivazioni, e verificare che margini per continuare a collaborare ci sono». Già, perché il Comune non chiude la porta ovviamente alla permanenza di Area in città, anche se il sindaco Romoli con realismo riflette sulla difficoltà di individuare delle alternative. «Sedi papabili ce ne sarebbero - dice -, e penso magari ad edifici come quello dell'ex Provveditorato che agli spazi somma posizione centrale e un certo prestigio. Ma il nodo è capire chi può avere le disponibilità economiche per sobbarcarsi un progetto di recupero così importante. In ogni caso, se Area vuol restare a Gorizia, siamo disponibili a sederci ad un tavolo e valutare le possibilità». Le stesse perplessità le aveva espresse nei giorni scorsi anche il vicepresidente della Camera di Commercio Venezia Giulia Gianluca Madriz, ricordando come nell'ultimo anno furono sondate diverse possibili soluzioni per un sede alternativa all'autoporto, tra le quali la zona dell'ex cotonificio di Piedimonte. Poi ritenuta non realistica. Il nodo, è già chiaro, è quello che sta animando il dibattito anche in queste ore: trovata la sede (operazione già non semplice, viste le dimensioni estremamente importanti dell'attuale TechnoArea, e la necessità di uno spazio centrale e di rappresentanza), andrebbero reperite le risorse per il suo recupero e adeguamento. E i tempi sono ormai terribilmente stretti. (m.b.)
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