Armi da guerra nella cantina della nonna Smascherato dai selfie su pc e smartphone

È il goriziano arrestato a Gusti di frontiera per droga e soldi falsi. Inquietante interrogativo sulle tre casse di bazooka vuote
Bumbaca Gorizia 03-07-2019 Sequestro armi Carabinieri © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 03-07-2019 Sequestro armi Carabinieri © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Non solo droga e soldi falsi. Spuntano anche le armi da guerra e la contestazione del reato per la loro detenzione a carico del goriziano Ivan Cernic, 29 anni, già da tempo agli arresti domiciliari. Precisamente dall’ultima edizione di Gusti di frontiera, nello scorso settembre, quando il Nucleo investigativo dei carabinieri lo aveva sorpreso in possesso di un cospicuo quantitativo di sostanze stupefacenti. Rinvenimento che aveva suggerito ai militari di perquisire prima la sua Ford Focus (da cui erano emersi 350 grammi di marijuana, 300 grammi di anfetamine, 40 di cocaina, più 88 pasticche di ansiolitici e antidepressivi, 17 ovuli da un grammo circa di cocaina già confezionati e un bilancino di precisione) e poi anche l’abitazione dell’uomo. In cui era saltato fuori anche un plico postale, arrivato dal Napoletano, con all’interno 110 banconote da 50 euro false che non aveva però fatto in tempo a spacciare.

Solo che le indagini, come detto, non si sono fermate alla droga e ai soldi falsi che avevano visto Cernic prima finire nel carcere di via Barzellini e poi ai domiciliari, con l’accusa di “detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio” e “spendita di monete contraffatte”. Nell’abitazione dell’uomo, infatti, erano stati sequestrati anche cinque personal computer portatili e tre smartphone. E così la loro scansione, in questi mesi, ha portato al nuovo e inquietante filone. Nelle pertinenze delle abitazioni in cui vivono la madre e la nonna, infatti, è stato scoperto un armamento da guerra, risalente ai due conflitti mondiali. Bombe a mano, proiettili di artiglieria, un machete ma soprattutto un lanciarazzi più altre quattro casse per il loro trasporto però vuote... C’erano anche gli altri tre lanciarazzi? E dove sono finiti?

I carabinieri sono arrivati alle armi in un modo che può sembrare quasi comico. «Si era fatto dei selfie, con il lanciarazzi sulle spalle», spiega il tenente colonnello Pasquale Starace. Quei selfie sono stati trovati nel personal computer e nei telefoni cellulari sequestrati a casa dell’indagato. Un lavoro non semplice affidato a due carabinieri, esperti telematici, che di mestiere analizzano le apparecchiature elettroniche e tentano di intercettare anche i siti internet visitati in modo anonimo. Il cosiddetto fenomeno del darknet che è la parte nascosta di internet. Una rete parallela e anonima, rispetto al web in chiaro, che vede lo stesso navigatore accedervi senza credenziali. E quindi difficile da monitorare e individuare per le stesse forze dell’ordine.

«Era molto bravo a navigare in modo anonimo, un mondo nascosto tutto da esplorare e dove si compra di tutto... Al momento, come per i soldi falsi e la droga, anche per le armi è l’unico indagato», spiega Starace. Tutto è stato trasmesso ovviamente alla Procura di Gorizia e Cernic risulta essere stato anche sentito sulle armi trovate. Non a casa sua, ma nelle cantine della nonna e anche della mamma che, come sottolineato dai carabinieri, erano completamente all’oscuro di quella Santa Barbara.

Le armi da guerra sono state subito sequestrate e in parte, nello specifico i proiettili e le bombe a mano, già fatte brillare dagli artificieri. Restano i bazooka, le casse e il machete ieri in bella vista nella caserma dei carabinieri. Cernic è stato deferito alla Procura di Gorizia per “detenzione di armamento da guerra”, ma le indagini dei carabinieri non finiscono qui. —



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