Arrestato il truffatore delle gite scolastiche era latitante da 5 mesi
FIUME. È stato arrestato dopo cinque mesi di latitanza Tihomir Kokolek, proprietario dell’agenzia turistica Express Tours di Cakovec (nord della Croazia), reo di avere truffato numerose scuole di tutto il Paese, sia elementari che medie superiori. L’operatore turistico intascava il denaro per l’organizzazione di gite e viaggi di maturità, ma poi non faceva nulla lasciando alunni, genitori e docenti con un palmo di naso. Tra le scuole vittime del truffatore anche l’elementare italiana Gelsi di Fiume: lo scorso giugno la Express Tours aveva organizzato (per modo di dire) una gita di cinque giorni per 40 alunni delle quarti classi che dovevano soggiornare nell’albergo Kralj di Donji Kraljevec. Giunti in questa località della contea del Medjimurje, al confine con l’Ungheria, gli alunni avrebbero dovuto fare una puntatina nei dintorni grazie al pullman messo a disposizione da questa agenzia di Cakovec. Non si era visto però alcun pullman: alunni e insegnanti erano stati costretti a restare in albergo. E non è tutto: la scolaresca della Gelsi non era potuta rientrare a Fiume nei tempi prestabiliti, non avendo a disposizione il bus promesso dalla Express Tours. Era stato necessario l’intervento del Comune di Fiume che a proprie spese, aveva inviato un pullman a Donji Kraljevec, ponendo termine alla disavventura.
È andata ancora peggio a un gruppo di maturandi di Crikvenica (regione di Fiume), che dovevano compiere la gita di maturità nell’antica Ragusa (Dubrovnik), in Dalmazia. Dopo essersi sorbiti il lungo viaggio da Crikvenica e fino al profondo sud della Dalmazia, si sono accorti la sera di non avere alcuna sistemazione nella città di San Biaggio. Hanno dovuto così trascorrere la notte all’addiaccio: una gita conclusasi anzitempo e decisamente male.
Prima di scappare all’estero, in Tunisia, Kokolek si era giustificato di fronte alle numerose proteste asserendo che il conto bancario della Express Tours era bloccato: cosa in effetti vera, ma che avrebbe dovuto costringere il truffatore a non organizzare, né promettere nulla. Le manette sono scattate a un valico di confine sloveno–croato, mentre Kokolek cercava di raggiungere la Croazia. I danni causati sono nell’ordine di decine di migliaia di euro. (a.m.)
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