Austriaco trovato in mare. Ecco com’era il suo volto

Spunta su facebook una “memorial page”, un tributo al mago di Hollywood Gli amici sperano «che lui sia altrove e si tratti di un effetto speciale dei suoi»

Potenza di internet, e dei suoi luoghi non-luoghi d’incontro che azzerano spazio e tempo. Facebook ha subito restituito, e in mondovisione, il volto di Wolfgang Maschin. Lo stesso volto che la scienza medica sta ancora riassemblando al computer - da quel cadavere consumato dal mare e dai pesci che lo popolano e ripescato a Grignano due settimane or sono - nell’intento di arrivare alla verità con la V maiuscola, su mandato del magistrato inquirente Lucia Baldovin.

Per intanto - finché non sarà completato e reso noto il risultato del software ricostruttivo che elabora le scansioni digitali fatte qualche notte fa dalla Tac del Maggiore su quel volto ormai irriconoscibile - sul social network numero uno si pu vedere fin d’ora che faccia, che espressione, che sorriso aveva il mago degli effetti speciali di Hollywood, il 42enne di Vienna che le acque triestine hanno restituito inspiegabilmente senza vita la mattina del 2 maggio scorso. A prescindere dal test di compatibilità del Dna (per inciso è in corso pure quello) e mentre il software post-Tac è atteso appunto al responso che confermi che il corpo venuto a riva a Grignano e il passaporto plasticato con foto-tessera trovatogli addosso appartengono alla stessa persona che fu (una foto-tessera mai diffusa finora dagli investigatori della Squadra mobile proprio per l’assenza di certezze) ecco dunque che, di foto di Wolfgang Maschin, ne spuntano parecchie, per volontà dei suoi amici, su internet. E, più precisamente, su facebook, dove è stata creata, in inglese, una memorial page. Un profilo alla memoria. In testa al quale si leggono due righe esplicative, due ma tanto basta, che ribadiscono come l’austriaco ripescato cadavere da queste parti non fosse affatto, nel mondo cinematografico, un signor nessuno: «Wolfgang Maschin, artista degli effetti visivi per 15 anni a Los Angeles, è stato trovato morto nel porto di Grignano, vicino a Trieste, in Italia, il 2 maggio». E qui Wolfgang diventa Wolf e basta, per gli amici.

«Pensando alla mamma di Wolf, spero che lei trovi conforto con tutti questi post pubblicati, e specialmente per le foto», scrive presumibilmente il promotore del profilo. In una foto «Wolf» sorride con in mano un pacchetto di sigarette, in una seconda è tutto preso dal suo lavoro dietro un teleobiettivo su treppiede, in una terza è a un tavolino imbandito, presumibilmente, di birrette, in una quarta eccolo serio, beccato mentre lavora, nell’anno 2001. «Sto sperando - ammette un’altro amico - che si tratti di un trucco per cercare di mandare qualcuno fuori pista, e che lui adesso sia da qualche altra parte». Già, un trucco. Un effetto speciale dei suoi. Perché «nel suo mestiere era un genio», riconosce un collega. «Come avrebbe detto Wolf - commenta ancora il promotore del memoriale - aspettiamo il responso». Il responso di quello che resta, ad oggi, un mistero.

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