Barca a fuoco in mare, si tuffano per salvarsi
Quando si sono resi conto che ormai non c’era più niente da fare e che le lingue di fuoco stavano divampando pericolosamente attorno, hanno lanciato il mayday e si sono buttati in acqua.
Sei friulani sono stati tratti in salvo dalla Capitaneria di Porto slovena nel primo pomeriggio di ieri a largo di Isola. Il motoscafo di nove metri su cui erano a bordo, l’ “Hope”, si è incendiato improvvisamente.
La colonna di fumo era visibile da lontano, sia dalla costa muggesana che da quella triestina.
Il gruppo di friulani (di cui uno, forse il proprietario del natante, originario di Tarcento) era partito da Portopiccolo, dove l’imbarcazione è abitualmente ormeggiata, per una gita lungo la costa slovena. Il tempo, in quel momento, teneva ancora. La pioggia sarebbe ricomparsa solo nelle ore successive.
L’incendio si è innescato di colpo, probabilmente a causa di un guasto elettrico. Questo, almeno, stando a quanto emerge dalle ricostruzioni.
I friulani hanno tentato di spegnere le fiamme, ma invano. L’unica via di fuga possibile era proprio il mare. E si sono tuffati.
L’imbarcazione è stata raggiunta rapidamente dai mezzi di soccorso sloveni. E così i friulani: tre sono stati salvati da una motovedetta della Capitaneria di porto di Capodistria, mentre gli altri tre da una barca slovena che si trovava nei paraggi durante l’emergenza.
Non risultano feriti, a parte qualche escoriazione rimediata in quei concitati momenti da uno del gruppo prima di lanciarsi fuori dal motoscafo.
«Ero nello stabilimento balneare dei militari di Lazzeretto», racconta Salvatore Porro, consigliere comunale di Fratelli d’Italia. «Da quella colonna di fumo così alta e nera ho capito subito che si trattava di una barca in fiamme. Con il binocolo, poi, ho visto la barca a fuoco e l’arrivo degli uomini della Capitaneria di porto di Capodistria che soccorrevano le persone e spegnevano l’incendio con i loro idranti di bordo. A occhio nudo, dallo stabilimento in cui mi trovavo, si vedeva l’azione dei cannoni che sparavano acqua sul punto del fumo».
L’incendio ha provocato gravi danni al motoscafo, che però non è stato distrutto completamente.
La Capitaneria di porto slovena ha posto sotto sequestro l’imbarcazione per i rilievi del caso, necessari ad accertare con esattezza la dinamica dell’incendio.
L’intenzione, inoltre, è verificare se bordo sono stati compiuti comportamenti illeciti «contrari alle normative di settore slovene», così spiegano da oltreconfine.
La Guardia costiera di Trieste, che non ha preso parte all’intervento, è stata però messa immediatamente al corrente dell’incidente.—
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