Barcolana, Spina: "Un successo sia in mare che a terra"

Il presidente della Svbg Spina: per allargare l’offerta necessario l’aiuto degli altri circoli

TRIESTE

Domenica sera alle 9 era già a letto. Vincenzo Spina non ha retto alla stanchezza della sua prima Barcolana da presidente della Società velica di Barcola e Grignano ed è crollato. Ma ieri mattina era già pronto a ragionare sulla regata numero 43. Con il sorriso sulle labbra.

Presidente, quale è il suo primo commento sulla Barcolana 2011?

E’ andato tutto molto bene, sono soddisfattissimo. Anche da un punto di vista tecnico, con questo vento a chiazze, non disteso su tutto il golfo, che l’ha resa davvero interessante.

Esimit Europa 2 prima con una ventina di minuti di vantaggio su Maxi Jena. Resiste ancora lo spirito della Barcolana?

Assolutamente, sì. La Barcolana è una regata con 1800 barche: tutti i partecipanti hanno la loro sfida da vincere. Quando io sono arrivato a Grignano la prima cosa che ho fatto è stata guardare sul pontile chi era arrivato prima di me. La Barcolana è questa.

Sono però mancati molti nomi noti della vela triestina, i Vascotto, i Bressani...

Sono professionisti e come professionisti, giustamente, si comportano: vanno dove trovano gli ingaggi. Però Benussi c’era, Pelaschier c’era e anche su Esimit la presenza triestina e regionale non è affatto di secondo piano.

In mare quasi 1800 barche. E a terra?

Sono rimasto impressionato dalla quantità di gente che ha invaso Trieste. Credo che questo sia merito anche del lavoro fatto per ripensare il Villaggio Barcolana dalla dislocazione degli stand per lasciare spazi più ampi al passaggio della gente al miglioramento del livello qualitativo dell’offerta. Bene, devo dire che gli standisti hanno colto in pieno questo nostro sforzo. Il successo poi è confermato dal fatto che tutti i principali espositori si sono già prenotati anche per il prossimo anno chiedendo che vengano confermati gli spazi a loro disposizione.

Il programma delle regate collaterali è stato condizionato dal meteo: venerdì tutti sono rimasti a terra.

Cosa vuole: al tempo non si comanda... Però ad esempio la Jotun Cup l’abbiamo recuperata bene. Anche l’avvicinamento a Trieste di tanti partecipanti alla Barcolana è stato pesantemente condizionato, ma l’importante è che poi già sabato le condizioni meteo fossero buone.

Adesso è già il tempo delle verifiche.

Faremo subito un briefing interno, in maniera che tutti i responsabili di settore evidenzino cosa ha funzionato, e soprattutto cosa non ha funzionato. Poi incontreremo anche le autorità per una seconda verifica e quindi si inizierà a programmare l’edizione 44. Tra l’altro, saremo presenti alle fiere di Dusseldorf, Londra e Parigi, un impegno importante.

La forza della Barcolana resta però il “passaparola”.

Certo, ed è un passaparola altamente qualificato. Pensiamo al fatto che nostri testimonial sono - al tempo stesso - personaggi come lo skipper di Esimit Schumann o i membri della giuria internazionale, tutti nomi di primissimo piano, e, al loro fianco, le centinaia di velisti arrivati da ogni dove perché lo spirito della Barcolana non lo trovano da nessuna parte. I professionisti e gli appassionati, gli uni al fianco degli altri e tutti entusiasti. E’ questa la Barcolana: ci fossero solo gli uni o solo gli altri non sarebbe più la stessa cosa. La magia è rappresentata proprio da questo straordinario equilibrio unico al mondo.

Tra i progetti per il prossimo anno pensate anche alla possibilità di allargare il programma sportivo nei giorni che precedono la seconda domenica d’ottobre?

In effetti abbiamo già cominciato a pensarci su. E qualcosina abbiamo anche iniziato a farlo. Ma per continuare su questa strada è necessario avere la collaborazione di tutti gli altri circoli del Golfo. Noi siamo una società sportiva, possiamo fare tanto ma non possiamo fare tutto. Fondamentale quindi è coinvolgere il più possibile le altre realtà sportive del territorio e devo dire con soddisfazione che le basi per una sempre maggiore collaborazione sono già state gettate.

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