Bassi: «Addio progetto per la Città dello sport» Il Comune non chiude

«Sono saltato sulla sedia quando ho letto della volontà del sindaco Roberto Dipiazza di creare campi di tennis e padel sul terrapieno. Sparisce quella “Città dello sport” che proprio insieme al Comune stavamo progettando». Così Leo Bassi, manager sportivo, esprime il suo stupore nell’apprendere che della sua idea, avviata qualche anno fa, non resta più traccia. Replica il primo cittadino: «Sono sempre pronto al dialogo, ma non sento Bassi da tempo. Chi è interessato a investire su Trieste deve farsi avanti. La mia porta è sempre aperta». E nel frattempo in Porto vecchio spunta anche la proposta di un campo di calcio a 11.
Ma facciamo un passo indietro. Nel febbraio del 2019 Leo Bassi, manager sportivo triestino trasferito a Treviso, presenta al sindaco la Cittadella dello sport, che poi si amplia e diventa “Città dello sport”, complesso che Mauro Benetton, primogenito di Luciano, avrebbe voluto realizzare a Villorba, un sogno tramontato per l’indisponibilità del terreno. L’obiettivo di Bassi è costruirla quindi nel Porto vecchio. «Un progetto legato soprattutto al sociale – spiega – con strutture modulabili, adatte ad accogliere tante persone, ma vedo che al momento si sta pensando a qualcosa di completamente diverso. I campi da tennis li avevamo esclusi subito – puntualizza –: sono solo per pochi sportivi. Trovo impensabile anche inserire il padel, una moda del momento e con un costo importante. Noi avremmo privilegiato ad esempio una pista di pattinaggio versatile o campi da basket. Inoltre, dopo il crollo della piscina terapeutica, nel 2019 eravamo pronti a realizzarne subito una nuova. Ci siamo seduti a un tavolo, in municipio, abbiamo portato finanziatori, realizzatori e gestori. Riunione alla quale non è seguita alcuna azione concreta». Nel frattempo scoppia la pandemia e i ritmi, per tutti, si fermano. «Poi però capisco che di sport in Porto vecchio si torna a parlare. Ma senza di noi. E dispiace – dice Bassi –, quest’area è tra le più belle d’Italia, avrei voluto realizzare quel progetto, di respiro internazionale, che avrebbe portato a impianti maggiormente fruibili dalla gente».
Replica Dipiazza: «Non sento da tempo Bassi e dopo il crollo del ponte Morandi non mi sembrava il momento giusto per contattare i Benetton. Nel frattempo sono arrivati altri progetti e io scelgo di portare avanti le idee e di concretizzarle presto. Mi sembra strano che Bassi manifesti questo malumore senza chiamarmi. In ogni caso sono sempre disponibile al dialogo». E nel frattempo arriva anche la richiesta al Comune di realizzare in Porto vecchio un campo da calcio a 11, dal consigliere circoscrizionale Andrea Giovannini, per la società Roianese. «Ognuno – commenta Dipiazza – porta avanti gli interessi che ha a cuore, a breve faremo una riunione per valutare quali proposte potranno essere prese in considerazione». —
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