«Basta con il carbone» Le direttive del governo rinforzano i no ad A2A

Domani l’incontro con gli esperti sulla centrale elettrica Vescovini (Sbe) è tra i relatori e vuole le scuse di Altran
Di Giulio Garau
Bonaventura Monfalcone-26.03.2013 Centrale elettrica-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-26.03.2013 Centrale elettrica-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

«Dobbiamo puntare alle energie rinnovabili e sul risparmio energetico. Deve essere ridotto il costo dell’energia e nella Sen (la Strategia energetica nazionale approvata con decreto ministeriale dal governo uscente quanco all’Ambiente c’era il ministro Corrado Clini ndr) si raccomanda meno uso del carbone. Dobbiamo renderci più efficienti nello stoccare gas, prevedere nuovi rigassificatori e diventare un hub dell’Europa in grado di connetterci ai canali europei. È utile ridurre sia il prezzo del gas e le emissioni di Co2 sia gli effetti di tanto uso di carbone sulla salute». È un messaggio che non ammette dubbi quello del neo-ministro dell’Ambiente Andrea Orlando che in questi giorni ha illustrato, in Commissione Ambiente della Camera, le linee programmatiche sulla green economy che proseguono (lo dimostra il decretro stesso) il lavoro impostato dall’ex ministro Corrado Clini che è tornato alla direzione generale del dicastero.

Direttive che arrivano proprio alla vigilia dell’incontro in programma domani e che si intitola “Dal carbone alle rinnovabili: un passaggio obbligato verso la salute” organizzato da un gruppo di associazioni e in particolare il Collettivo difesa litorale carsico e Bisiacaria in movimento. Si tratta delle associazioni che, come si capisce immediatamente dal frontespizio del volantino del convegno, che illustra un pacchetto di sigarette con la scritta “Monfalcone, dopo 50 anni vogliamo smettere”, chiedono di riconvertire la Centrale a carbone di A2A. E non è un caso che tra i relatori ci sia Alessandro Vescovini, industriale, a capo della Sbe di Monfalcone e da sempre in prima fila nella battaglia per la chiusura della centrale elettrica che va a carbone, una guerra sostenuta a colpi di dati, approfondimenti e tesi sulla nocività dell’impianto che si trova alle porte del centro. E proprio ieri lo stesso Vescovini, su facebook, appena appreso delle direttive strategice del ministro Orlando, che danno “ufficialità” alla sua battaglia, si è scatenato contro chi lo aveva criticato. «Ho anche acquistato una pagina del giornale per criticare apertamente l’atteggiamento dell’amministrazione comunale e provinciale che ammiccavano e flirtavano con il progetto carbone pulito di A2A....Il sindaco Altran e il presidente Gherghetta reagivano stizziti sostenendo che il signor Vescovini era persona assai disinformata e approssimativa e che la soluzione della centrale a carbone fosse lungimirante....».

Vescovini ricorda anche che la stessa A2A aveva replicato per bocca del suo legale rapprtesentante “dichiarando che quanto sostenuto sulla quantità di inquinanti corrispondeva al vero...”. Il numero uno della Sbe invita il sindaco Altran a leggere le direttive del ministro Orlando e aggiunge: «alla luce di ciò le scuse mi sembrano per lo meno dovute, unite a un ringraziamento per aver contribuito a evitare all’amministrazione un errore madornale...».

In gioco c’è infatti un progetto da alcune centinaia di milioni per la ristrutturazione degli impianti di A2A per il passaggio a gruppi a carbone “pulitio”. Un progetto che dovrà fare i conti con la contarietà del governo. L’incontro dei gruppi anti-centrale è per domani, alle 17.30 al palazzetto Veneto. Tra gli interventi oltre a Vescovini il professor Claudio Bianchi della Lega per la lotta ai tumori, Marijan Nabergoj medico del lavoro e pneumologo, e il biologo Federico Grim consulente per industrie e tribunali su cause ambientali. Non risulta alcun intervento da parte del Comune all’incontro che si svolge, ironia della sorte, proprio nel palazzo dove ha sede l’ufficio del sindaco.

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