Baulieu: «È sconcertante che l’Italia metta in dubbio il diritto all’aborto»

TRIESTE L'Italia dovrebbe essere sincera con se stessa e sfatare una volta per sempre i luoghi comuni sull’aborto e sulla pillola abortiva. Non usa mezzi termini l’inventore della pillola abortiva Ru 486, il biochimico Etienne Emile Baulieu, ospite a Trieste questi giorni in occasione di Fest, quando commenta i dibattiti italiani sul tema. «È sconcertante sentire che qui si mette in discussione il diritto delle donne di decidere sul loro corpo - ha detto -, inoltre si strumentalizzano argomenti cosi delicati e dolorosi». Una storia vecchia ormai di vent'anni: nel 1988 la casa farmaceutica che produceva la pillola abortiva Roussel-Uclaf (da cui la prima parte del nome, Ru), otteneva l’autorizzazione a immetterla sul mercato francese. Da allora, la pillola è utilizzata da milioni di donne. Ma non è stato un cammino facile e, colpo di scena, guardando all'Italia, sembra che anche adesso la si mette in discussione. «Sembra surreale e mi sembra che siamo di fronte a uno scenario sconvolgente» ha detto il biochimico francese Baulieu, uno degli scienziati che ha ricevuto più insulti e minacce nel corso della sua carriera.


Per il pubblico di Fest, l'incontro di ieri con l'inventore della pillola abortiva, è stato anche l'occasione per ricordare non solo i recenti dibattiti italiani sull'aborto, ma anche la polemica scatenata dalla sperimentazione italiana della Ru486, avvenuta fra agosto del 2005 e luglio del 2006. Infatti a vent'anni dalla prima messa in commercio in Francia, l'Agenzia italiana del farmaco ha dato il via libera per la vendita della pillola (attualmente in uso in tutti i paesi europei a eccezione dell'Italia, Irlanda o Portogallo). Contemporaneamente Silvio Viale, il ginecologo torinese responsabile della sperimentazione, rischia il rinvio a giudizio per la violazione della legge 194. «Francamente – ha commentato lo scienziato - trovo incomprensibile che in un Paese che ha votato per l’aborto si possano scatenare ancora questo tipo di polemiche». Già, perché? Forse per scavalcare questa domanda si evita l'argomento, oppure se ne parla troppo trasformandolo in un vero e proprio cavallo di battaglia nelle campagne elettorali di turno. Insomma, per Baulieu, il modo in cui le donne sono trattate e coinvolte in queste polemiche è indegno.


Secondo lo scienziato, è vero che gli antiabortisti siano sul piede di guerra in tutto il mondo, ma è strano sentire che anche nella democratica Europa la popolazione femminile è ancora scossa con cinismo anche sotto questi aspetti. «Anche se il farmaco non comporta nessun rischio» ha ribadito Baulieu. Non a caso in Francia, la pillola abortiva Ru486 è stata autorizzata già dal 1988, e in seguito è stato dichiarata legale in quasi tutti i Paesi europei. In più, da qualche anno. è venduta anche negli Stati Uniti. «Insomma, vedremo cosa succederà nel futuro in Italia con questa pillola, e come verranno accolte le mie recenti, innovative ricerche sull’invecchiamento e sugli ormoni» ha concluso Baulieu, notando il «cammino difficile» di un altro prodotto chiamato Dhea. Si tratta dell’ormone della giovinezza (scoperto dal ricercatore francese), prodotto dal nostro organismo e che funziona come un orologio biologico.
Argomenti:fest

Riproduzione riservata © Il Piccolo