La Befana e i Re Magi calati dal campanile: a Gorizia si rinnova la tradizione

Appuntamento martedì nella chiesa della Campagnuzza. A Lucinico la Befana alla Baita Alpina

Marco Bisiach
Befana e Re Magi acrobatici dal campanile della Campagnuzza
Befana e Re Magi acrobatici dal campanile della Campagnuzza

Alzandosi dal letto, martedì mattina, anche a Gorizia tantissimi bimbi correranno in cucina o in salotto per scoprire calze traboccanti di dolciumi, sorprese e regalini. O magari, chissà, anche di un pochino di carbone, se il comportamento negli ultimi tempi non sarà stato dei migliori.

È la magia del giorno dell’Epifania, quello dell’arrivo della Befana e dei Re Magi, quello che fonde tradizione e fede religiosa con credenze pagane (e pure piuttosto commerciali) che chiudono d’abitudine la lunga parentesi delle festività natalizie.

In riva all’Isonzo, da anni, c’è però un momento che permette a grandi e piccini di incontrarli di persona, Re Magi e Befana, nel vivo di una festa che fonde socialità e spettacolo, costumi sgargianti e protagonisti spericolati, tecnica e tecnologia con un bel po’ di suggestione e atmosfera.

È l’evento “Arrivano i Magi e la Befana”, organizzato ancora una volta dalla Parrocchia di Campagnuzza, che proprio negli spazi esterni alle spalle della chiesa del quartiere si svolgerà a partire dalle 17.30.

La formula è ormai consolidata, e al fianco di don Fulvio Marcioni che è l’anima dell’organizzazione assieme alla sua parrocchia ci sono anche la Società di studi carsici “Lindner”, la Croce Verde Goriziana e il Comune, che offre il suo patrocinio. Proprio gli abili speleologi della “Lindner”, indossati i panni dei Re venuti dall’oriente e della vecchina con la scopa scenderanno dall’alto del campanile della chiesa, calandosi con un complesso sistema di funi e di carrucole illuminati dai riflettori nel buio del cielo.

Una volta atterrati, poi, spetterà a loro distribuire ai bambini tra i pubblico calze piene di golosità, dando il là ad una festa che avrà per ingredienti immancabili anche cose buone da bere e mangiare, musica e un piccolo falò epifanico. Ma quest’anno l’Epifania alla Campagnuzza porterà anche la grande novità della premiazione dei presepi della nuova mostra.

«Abbiamo voluto organizzare un’esposizione che nel mese di dicembre, ha raccolto addirittura una sessantina di creazioni, da parte di maestri esperti ma anche semplici cittadini, bambini ed alcune scuole, di Gorizia ma non soltanto – racconta don Fulvio Marcioni -. Abbiamo registrato oltre 1300 visitatori, perché la mostra è stata inserita nel circuito del Giro Presepi Fvg, e vorremmo renderla una bella tradizione per il futuro». Martedì sera la mostra chiuderà i battenti, ma ci sarà occasione per dare un’ultima occhiata ai presepi, semplici o artistici, grandi o piccoli, prima delle premiazioni. E così, alla Campagnuzza, la festa della Befana e dei Re Magi sarà davvero completa. 

A Lucinico un fuoco s’accenderà ancora una volta all’ombra del monte Calvario, a rinnovare una tradizione antica e a scaldare i cuori e la serata che chiude le festività natalizie dei lucinichesi.

Martedì pomeriggio andrà in scena infatti l’ennesima edizione della storica Befana alla Baita Alpina di Lucinico, organizzata dal locale Gruppo Alpini. Il programma prenderà il via già alle 15.30, quando i Danzerini di Lucinico daranno vita a una piccola esibizione con le loro coreografie e i costumi sgargianti.

Alle 17, quando ormai l’oscurità avrà iniziato ad avvolgere la baita, verrà acceso il falò epifanico, con la vecchina che arriverà a far felici grandi e piccini.

Per tutti i presenti, le penne nere prepareranno ovviamente qualcosa di buono e magari di caldo da bere, per passare in allegria davanti al fuoco la serata e trarre magari qualche buon auspicio per il 2026 che è appena iniziato. Quello di Lucinico è uno dei pochi appuntamenti simili rimasti in città, assieme alla Befana della Campagnuzza, dopo il tramonto di altri falò come quelli di Straccis o Montesanto.—

Argomenti:cronaca

Riproduzione riservata © Il Piccolo