Biblioteca Hortis a orari ridotti La protesta dei frequentatori

Da San Giacomo a Cittavecchia. Dopo la biblioteca Quarantotti Gambini, adesso pure la Hortis di via Madonna del Mare finisce nel mirino delle proteste. Il motivo? Pare in sostanza lo stesso, ovvero una riduzione dell’orario dovuta a carenze di organico. Con in più la complicità del Covid.
«In precedenza la biblioteca era aperta in orario 9-19 da lunedì a venerdì, e mezza giornata il sabato», lamenta una nota di Tryeste, gruppo di cittadinanza attiva di cui si fa portavoce Riccardo Laterza: «Ma ora alcuni adesivi affissi sulla targa della stessa biblioteca ci comunicano una nuova doccia fredda per il mondo della cultura triestino». Il primo settembre ha infatti sancito la riapertura post-lockdown di alcune sale di lettura comunali. Tra queste c’è appunto la Hortis. Ma con nuovi orari, esclusivamente mattutini: dalle 9 alle 13, dal lunedì al sabato.
«Si tratta di una beffa», prosegue Tryeste: «A maggior ragione viste le norme sul distanziamento, che impongono una capienza ridotta e quindi richiederebbero in realtà un’estensione degli orari. Alla cittadinanza apparentemente non è dato conoscere le ragioni della scelta, che impoverisce ancora di più la rete dei servizi culturali della città».
Aggiunge a margine Laterza: «Alla Quarantotti Gambini già a febbraio il servizio era stato ridotto per problemi legati a pensionamenti e conseguente carenza di personale. Viene il sospetto che adesso il problema si riproponga. Se così fosse, allora significherebbe una mancanza di programmazione da parte del Comune. Da anni non c’è un concorso».
Quanto alla biblioteca sangiacomina, qui le proteste di diverse realtà cittadine per il dimezzamento dell’orario vanno avanti appunto da prima del lockdown. Il Pd aveva pure presentato una mozione a riguardo.
A fine febbraio il Municipio si era impegnato a ripristinare gli orari originali. Poi il Covid. E infine la riapertura del primo settembre, tuttavia ancora ridotta: tre mattine e altrettanti pomeriggi a settimana (stessa formula adottata peraltro alla Stelio Mattioni di Borgo San Sergio). Dunque nuove polemiche.
Tornando alla Hortis, «la riduzione d’orario è legata all’emergenza sanitaria», spiega al telefono la responsabile di Civici musei e Biblioteche, Laura Carlini Fanfogna: «Bisogna prendere la temperatura, fare controlli e non abbiamo personale a sufficienza. Abbiamo suggerito varie soluzioni: esternalizzazioni aggiuntive, mobilità o attingere a graduatorie preesistenti. Attendiamo le decisioni del Comune. Idem per la Quarantotti Gambini».
L’assessore al Personale Michele Lobianco ieri non era reperibile. Così invece l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi: «Riaprire le biblioteche è stata una via crucis, tra bonifica dei libri e varie procedure. Alla fine ce l’abbiamo fatta, anche se manca una parte del personale, di cui riteniamo di aver bisogno. Ho segnalato il problema: gli uffici (dell’area Cultura e dell’area Risorse umane, ndr) si parleranno». —
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