Bivacchi lungo l’Isonzo scoperti dalla Forestale Il divieto sarà prorogato

L. M.

SAGRADO

Arriva la bella stagione, e sull’Isonzo ricompare un sospetto bivacco. È accaduto sulla sponda sagradina del fiume, dove alcuni passanti si sono imbattuti in quelli che sembrano proprio i resti di una sistemazione “di fortuna” in mezzo alla boscaglia. E subito ritornano alla memoria le capanne realizzate – a intervalli più o meno regolari – dai richiedenti asilo del Cara di Gradisca, che notoriamente nelle stagioni più calde ammazzano il tempo nelle aree fluviali dei due comuni. Ma questa volta con tutta probabilità i migranti non c’entrano. Più verosimile si tratti del rifugio di qualche ragazzino intenzionato a scappare dalla noia e dalle restrizioni dell’era-Covid.

È la conclusione cui sono arrivati non solo alcuni testimoni oculari, ma anche gli uomini del Corpo Forestale regionale, che pattugliano da un biennio le sponde dell’Isonzo in accordo con la Prefettura e le due amministrazioni comunali di Gradisca e Sagrado. Il sindaco di quest’ultimo comune, Marco Vittori, si è messo in contatto telefonico con gli agenti, che in quel momento si trovavano sul posto. Gli stessi hanno informato anche i Carabinieri per le indagini di rito. «Per quanto si tratti probabilmente di una ragazzata – commenta Vittori – giova ricordare che bivaccare nelle aree fluviali è vietato per tutti da apposita ordinanza, al di là delle restrizioni anti-coronavirus». L’ordinanza, firmata parallelamente dai due Comuni, recentemente aveva goduto di un ulteriore rinnovo sino al 30 giugno, termine che poi sarà prorogato. Anche a causa della persistenza “di comportamenti vietati, specialmente riguardo l’attività di accensione di fuochi, culinarie ed abbandono di rifiuti”, e in quanto “permangono le motivazioni che avevano portato all’emissione dei precedenti atti: il rischio igienico-sanitario oltre che il degrado delle zone interessate”. Sono questi i passaggi chiavi del regolamento anti-bivacchi nelle aree golenali.

Per i trasgressori le sanzioni arrivano sino a 300 euro. In vigore anche durante l’inverno, l’ordinanza dispone il divieto di “campeggio”, accensione fuochi, cottura cibi, abbandono rifiuti, abbattimento alberi. —

L. M.

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