Blitz di Legambiente «Stop al carbone e all’utilizzo del gas»

Assieme all’associazione anche il rione Enel chiede la riconversione con fonti rinnovabili 
Bonaventura Monfalcone-04.07.2020 Incidente mortale-Via Matteotti-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-04.07.2020 Incidente mortale-Via Matteotti-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

il presidio

Laura Blasich

Pure spenta da inizio febbraio, la centrale termoelettrica A2A e il suo futuro continuano a incombere sulla città. È quanto Legambiente ha voluto ricordare ieri con un flash mob organizzato in viale Cosulich, all’altezza del porticciolo Nazario Sauro. Sullo sfondo il camino dell’impianto termoelettrico, una ventina di aderenti all’associazione ambientalista e rappresentanti del Comitato rione Enel hanno esposto degli striscioni con gli slogan “Stop carbone-No gas. 100% rinnovabili” e “Fermiamo la febbre del pianeta”. Lo scorso anno i banner erano stati portati davanti alla banchina della centrale dalla Goletta Verde, quest’anno fermata in banchina dal Covid-19.

«Siamo stati contrari fin dall’inizio a un progetto di riconversione che sostituisce un combustibile fossile con un altro – dice Michele Tonzar, della segreteria regionale di Legambiente e componente del circolo locale –. Come associazione abbiamo presentato da tempo proposte per una riconversione sostenibile dell’area, ma nulla si muove». Per Legambiente va quindi definita «quanto prima una road map per una riorganizzazione del sito che punti sulle rinnovabili, dalla creazione di un parco fotovoltaico alla produzione di batterie di accumulo, e sullo sviluppo del porto». Un sollecito quindi anche la ricostituzione di un tavolo coordinato dalla Regione per decidere il futuro del sito. Al fianco dell’associazione alcuni componenti del Comitato rione Enel, critico sul progetto di riconversione a gas dell’impianto. «L’impatto del progetto - dice la presidente Antonella Paoletti - si profila elevato sul rione e siamo preoccupati». —

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