Bollette non pagate Due palazzi al gelo

Sono costretti ad arrangiarsi con la stufetta elettrica, oppure si tengono direttamente il cappotto addosso. Per lavarsi? Qualcuno evita di farlo, oppure scalda l'acqua in una pentola, sul fornello, un po' come si usava una volta.
Vitaccia, in via Cologna. Davvero, non per modo di dire: in due stabili della zona, ai civici 30 e 32, il riscaldamento è fuori uso. Non funziona in nessun modo. Sono al freddo da lunedì. Colpa della proprietà degli immobili, la Bnp Paribas, il gruppo bancaria francese che ha acquisito gli immobili ex Allianz.
Non paga le bollette da tempo e così l'AcegasApsAmga ha chiuso l'impianto centralizzato, che va a metano, mettendo i sigilli. Risultato? La gente vive in casa con non più di 14-15 gradi. In cucina si arriva a 16, ma solo quando si prepara il pranzo o la cena. In bagno si viaggia attorno ai 10.
I disagi, in città, non interessano solo quei condomìni della Bnp Paribas, dove abita una quindicina di famiglie in tutto (gli ultimi ancora rimasti, dopo che Allianz ha ceduto gli immobili), ma anche altri alloggi che fanno capo al gruppo bancario.
Situazioni analoghe sono state segnalate ad esempio a San Giovanni, in via San Cilino, o a Prosecco. Il fatto è che di mezzo non ci sono solo baldi giovani che, magari con un certo fastidio, possono sopportare un po' di freddo. Ma pure anziani.
L'AcegasApsAmga conferma la vicenda: la banca non ha pagato le bollette nonostante i solleciti. E i tecnici hanno applicato i sigilli alla valvola della caldaia. Un problema che, stando a quanto è stato possibile sapere, secondo la multiutility dovrebbe essere risolto nelle prossime ore, con una squadra di addetti mandata appositamente, visto che proprio ieri la Bnp Paribas ha sborsato l'arretrato.
Ma in via Cologna, così come negli altri palazzi della città coinvolti nel caso, prevalgono sconforto e rabbia. «È da lunedì che non ho il riscaldamento, nel mio appartamento ci sono 15 gradi - protesta Paolo Macor, che sta al civico 32 di via Cologna da quarantacinque anni -. L'impianto è centralizzato e quindi manca pure l'acqua calda, ci tocca scaldare l'acqua con le pentole... pensavamo a un guasto, ma invece la causa è la Bnp Paribas che non salda le bollette. Questo è molto grave - accusa - perché noi abbiamo sempre pagato regolarmente, e in anticipo, comprese le spese per gli oneri accessori che comprendono anche il riscaldamento. Che fine hanno fatto allora i nostri soldi?»
Mariarosa Zoppolato, che abita al civico 30, scuote il capo. «Un fatto del genere è inaccettabile, vivere così è insopportabile... ma qualcuno si preoccupa di noi?». Fulvio Fabi condivide il disagio: «Sto utilizzando qualche stufa elettrica - commenta - ma tutto ciò è veramente molto grave, l'Acegas avrebbe potuto almeno preavvisarci. Invece hanno fermato l'impianto di colpo».
Laura Vatta Magarelli conferma: «È accaduto tutto senza alcun preavviso, ora sono costretta a stare in casa con il giubbotto. È pazzesco, non si trattano così le persone».
Ma la banca, dunque la proprietà degli edifici, aveva il tempo per correre ai ripari ed evitare conseguenze peggiori per gli inquilini? O almeno allertare le famiglie? Pare di sì. Il 9 dicembre AcegasApsAmga, per conto di Estenergy, aveva mandato una comunicazione al cliente mettendolo al corrente che la sospensione del servizio sarebbe stata imminente. La scadenza di pagamento era comunque fissata per il 16 gennaio. Dopo due settimane di silenzio gli addetti, seguendo le procedure previste, hanno staccato la fornitura.
Ci sono stati quindi i solleciti (almeno due) e c'è stato un avviso di distacco. Anche perché, da quanto si è saputo, il debito era “rilevante”.
E proprio in seguito alla decisione di tagliare il riscaldamento che Bnp Paribas ha provveduto a pagare. Ottenuti i soldi arretrati, Estenergy ha fatto partire un ordine di ripristino del servizio. Proprio ieri mattina.
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