Boom di “matricole” Al debutto in 31 su 49

TRIESTE. Giovane, snello e di sinistra. Dopo la vittoria al fotofinish di Debora Serracchiani l’identikit del nuovo Consiglio regionale comincia a delinearsi. Nel Palazzo, che a causa delle inchieste giudiziarie sulle spese di rappresentanza ha messo alla porta un terzo degli ex, trovano posto innanzitutto meno eletti: è la diretta conseguenza della norma approvata dal Parlamento nei mesi scorsi, su iniziativa del Consiglio stesso, che ha portato l’aula da 59 a 49 inquilini. Dieci poltrone in meno visto che, in base alla norma, ora la rappresentanza politica si calcola non più su un eletto ogni 20 mila abitanti, bensì su 1 ogni 20 mila. Il partito numericamente più forte è il Pd che potrà contare su 19 seggi. In attesa della prima “radunata” in aula a metà maggio, zeppa di new entry, ecco come sarà composta la prossima assemblea regionale. Un contenitore variegato di professioni dove domina, incontrastata, proprio quella politica.
I seggi
Sono 47, in totale, i consiglieri della prossima legislatura. Oltre, naturalmente, al presidente della Regione Debora Serracchiani e il primo dei candidati sconfitti: il governatore uscente Renzo Tondo. Quarantanove, dunque, il numero complessivo. La ripartizione dei seggi premia il Pd: 19 i posti attribuiti ai democratici, in virtù dei 107.155 voti ottenuti, all’interno della quota di 27 che spetta alla maggioranza di centrosinistra. Senza Tondo al governo, rispetto a cinque anni fa, il Pd conta su 4 eletti in più. La coalizione di centrosinistra comprende anche i Cittadini (3 seggi per 21.169 voti), Sel (3 per 17.764), Slovenska Skupnost (1 per 5.651 voti). Resta invece fuori l’Idv, (4.006 voti) che non ha raggiunto il quorum. Per quanto riguarda l’opposizione, il Pdl avrà 8 seggi (80.052 voti), 4 invece Autonomia responsabile (42.847), 3 la Lega Nord (33.050), uno l’Udc (14.578), per un totale di 16. Nessun seggio al Partito dei Pensionati (3.741) e a La Destra (6.209). Al Movimento 5 Stelle, con 54.952 voti, spettano cinque seggi e non 6 come sembrava dalle prime proiezioni. Fuori Un’Altra Regione.
Le new entry
Su 49 eletti, 31 sono facce nuove. Ma non della politica visto che, curiosando tra i curricula, 25 possono vantare un passato o un presente da consiglieri comunali, assessori, sindaci o vice-sindaci. È proprio il Pd, il partito più numeroso, a schierare molti neofiti: 14 su 20.
Tutti a scuola dal professor Franco Codega, l’ex preside del liceo Oberdan che, con le sue 2818 preferenze (il secondo considerando il successo di Bolzonello) è restato al suo posto. Sarà lui a far rigar dritto il gruppo. O addirittura, da buon prof, l’intera aula? Visto che, come si mormora, potrebbe essere lui il futuro presidente del Consiglio regionale. Solo voci, per il momento.
Più giovane
Cala l’età media degli inquilini del Palazzo. Dai 55 anni della scorsa legislatura si scende a 50. Grazie, soprattutto, ai grillini. Eleonora Frattolin, Andrea Ussai, Ilaria Dal Zovo, Cristian Sergo ed Elena Bianchi superano appena i 38. Il consigliere più giovane è il gradese Alessio Gratton di Sel, trentenne e laureato in Scienze politiche. Il “nonno” del Palazzo è invece Franco Rotelli, 71 anni, ex direttore dell’Ass triestina ed ex braccio destro di Basaglia.
I mestieri
Ma che fa nella vita la pattuglia di consiglieri? Di tutto e di più. Dall’impiegato al medico, dal sindacalista all’avvocato, dal commercialista al pensionato. Tolto il Pdl, composto da una corazzata di politici ormai di professione (come Riccardi, Colautti e Marini), il resto è un fritto misto di professionalità che, spesso, ha accompagnato il mestiere originario con un incarico nella pubblica amministrazione. Stefano Ukmar del Pd, 49 anni, consigliere comunale, nel suo curriculum scrive “operaio”. Silvana Cremaschi (Pd), 59 anni, è primario di neuropsichiatria infantile. Chiara Da Giau, sempre Pd, è un’insegnante precaria di 59 anni. Giulio Lauri (Sel) è un geologo. Non mancano le casalinghe, come la grillina Eleonora Frattolin, trentacinquenne. Istruttrice di pattinaggio, fa parte di un gruppo di genitori che sostengono la scuola pubblica ed è appassionata di astronomia. Stufa «di una politica corrotta che toglie speranza alle nuove generazioni» è entrata nel M5S perché «stanca di sentirsi inerme di fronte al disfacimento del Paese». Poi ci sono nomi e volti noti come l’ex sindaco di Trieste e Muggia Roberto Dipiazza, imprenditore nel settore alimentare. O Sergio Bolzonello, commercialista, mister 9423 preferenze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








