Boris Pahor, per i 101 anni un convegno a Lubiana

Il 26 agosto, quando lo scrittore "scollinerà" il secolo, si parlerà della cultura slovena e delle mille difficiltà che ha dovuto affrontare
Lo scrittore Boris Pahor
Lo scrittore Boris Pahor

Un convegno sulla letteratura triestina di lingua slovena accompagnerà il traguardo dei 101 anni dello scrittore Boris Pahor. Succederà a Lubiana nella giornata del 26 agosto, evento organizzato dalla capitale e ospitato nella sede del Municipio, alla presenza di alcuni dei maggiori esperti dei rami storico/letterari che hanno coinvolto nei secoli Trieste e la sua comunità slovena, a partire dal Cinquecento a oggi. La poesia contemporanea, la letteratura al femminile, gli interpreti, le tematiche ricorrenti e quelle osteggiate da barriere e contrasti.
Il convegno del 26 agosto (giorno in cui Pahor compirà 101 anni) preannuncia queste tracce, un modello voluto e disegnato dallo stesso scrittore, dando corpo a una manifestazione emblematica del suo pensiero di intellettuale: «La gente in Europa si interroga ancora sulla forza espressiva della nostra cultura - ha sottolineato Pahor nel corso della presentazione del convegno all'Antico Caffè San Marco - un cultura slovena che è riuscita sempre a vivere, esprimersi e a produrre nei secoli, pur sotto le varie dipendenze e sottomissioni politiche, anche quando il Paese risultava spaccato in quattro. Ecco, noi abbiamo avuto la facoltà di restare uniti e di farlo anche nel nome della letteratura. E di quella ricca».
Non cerca solo festeggiamenti l'autore di "Necropoli". Pahor cerca di rafforzare la sua lettura del territorio, ridando respiro ai temi di una ben definita scuola letteraria. Tesi riprese e ampliate anche con l'intervento di Evgene Bav›ar, il fotografo cieco di origine slovena ora residente a Parigi, anch’egli tra i convenuti alla presentazione del convegno. È stato proprio Bav›ar a far sbarcare in Francia alcune delle migliori penne della letteratura triestina, partendo da Fulvio Tomizza e passando poi agli autori sloveni, importando Srecko Kosovel, Vladimir Bartol e lo stesso Pahor: «Una forma di letteratura senza muri e senza barriere - ha affermato Bavcar -. Una vera scuola che tenuto conto dei fondamenti comuni della cultura europea, quella ellenica e latina, sino a quella ebraica. Una testimonianza che l'Europa non ha avuto modalità politiche ma essenzialmente culturali dando rilievo ad una letteratura come quella triestina di espressione slovena, in grado di dire molto su temi come la tolleranza e le differenze».
L'appuntamento del 26 agosto a Lubiana ricorderà un altro compleanno: quello dello scrittore triestino di San Pelagio Alojz Rebula, che a luglio ha compiuto 90 anni, proponendo la ristampa della sua opera culto: "Nel vento della Sibilla", uscita nel 1968.
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