Bucci: «Più spazi da destinare ad albergo»
Tante parole su uno «sviluppo che chiede una realtà congressuale diversa dalla Stazione Marittima», per dirla con l’assessore forzista Maurizio Bucci. E la conferma di una maggioranza che marcia a velocità diverse sul Carciotti, con An pronta a correre e Forza Italia (o almeno una sua parte) inchiodata alla prudenza delle proprie «perplessità». Questo è emerso nella conferenza stampa che ieri in Comune hanno tenuto i due assessori di An Franco Bandelli e Piero Tononi con i colleghi azzurri Maurizio Bucci e Paolo Rovis, presenti (e silenti) i capigruppo di An Alessia Rosolen, della Lista Dipiazza Maurizio Ferrara, dell’Udc Roberto Sasco. Unico esponente dell’opposizionee, il Cittadino Roberto Decarli.
L’incontro è stato indetto dopo l’ordine del giorno con cui la maggioranza ha invitato sindaco e assessori a verificare con la Soprintendenza la possibilità di convertire il palazzo neoclassico a una destinazione urbanistica congressuale. L’immobile, certo, andrà liberato dai vari uffici comunali: ma con la costruzione della nuova sede dei vigili nell’ex caserma Beleno e con lo spostamento di altri dipendenti nell’ex scuola Carli da ristrutturare, è intervenuto l’assessore al patrimonio Piero Tononi, «i problemi si risolverebbero».
Il disegno economico che porterebbe alla realizzazione dell’opera? «L’ipotesi più realistica - secondo Bandelli - è quella di un accordo con la Fondazione CRTrieste», i cui vertici hanno peraltro già visionato il progetto. Di certo la Fondazione rappresenta un tassello fondamentale per l’effettiva percorribilità economica del progetto: dopo avere rinunciato alla costruzione di un nuovo palacongressi al posto del magazzino vini, la Fondazione infatti si è detta disponibile a valutare ipotesi alternative, ma soltanto in presenza di una volontà chiara e condivisa dalla città. Quanto al Comune, potrebbe partecipare mettendo a disposizione il palazzo, stimato in 15-20 milioni di euro. Un palazzo sul quale comunque l’amministrazione dovrà intervenire con esborsi notevoli per la sola manutenzione straordinaria. Resta il nodo della gestione dell’eventuale centro congressi: l’idea potrebbe essere creata una società che dividesse oneri e utili in base ai rispettivi esborsi di partenza.
Bucci, nel precisare come il primo piano della Stazione Marittima potrà restare a disposizione dei congressi, ha tracciato le due direttrici lungo le quali il problema palacongressi va affrontato: la soluzione «nell’immediato può consistere nell’ex Pescheria o nel Silos». Quanto a quella «definitiva», «l’ipotesi proposta - ha detto riferendosi al Carciotti - merita attenzione». Ma nell’ottica di una gestione economica sostenibile, meglio sarebbe - ha auspicato - destinare più spazio a un uso alberghiero del Carciotti.
Di «proposta che va presentata alla città» ha parlato Paolo Rovis, limitandosi a sottolineare l’importanza del congressuale quale fonte di reddito per la città. «Subito dopo la pausa estiva ci attiveremo per chiedere un primo parere alla Soprintendenza», dalla quale in primo luogo dipende il proseguimento dell’iter, ha chiuso Bandelli. Ed ecco i primi commenti. Positivo quello di Decarli, che ha ribadito l’esigenza di pensare al futuro del Carciotti. Ok anche da Sasco, secondo il quale «non si sono altri siti possibili se non Campo Marzio o il palazzo neoclassico». Alla finestra la Lista Dipiazza: «Il progetto è molto bello. Bisognerà attendere il parere della Soprintendenza e fare due conti. E poi vedere se in giunta si arriverà a un consenso politico», nelle parole di Maurizio Ferrara.
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