Campanini: «Recuperiamo la “persona”»

Epoca di svolte, cambiamenti, di una crisi che non avvolge solo la sfera economica ma che chiama in causa l’adozione, anzi, il recupero di trame che (ri)trattino un impegno quotidiano, anche sul fronte della cristianità. L’idea di “persona” e del “fare” sociale. Se ne è parlato ieri, nel corso della conferenza promossa dall’Istituto Jacques Maritain di Trieste, diretta dal sociologo e docente Simone Arnaldi, incontro ospitato nella Sala “Tessitori” del Palazzo della Regione e incentrato sulla relazione di Giorgio Campanini - già professore di Etica Sociale e Storia delle dottrine politiche - impegnato da anni sul tema delle relazioni intercorse nella storia tra politica, morale e cristianesimo, indagando soprattutto tra il pensiero di Emmanuel Mounier, il filosofo francese avanguardista (e innovatore) del movimento cattolico nella prima metà del Novecento.
È ancora quindi con le chiavi offerte dall’artefice del “Personalismo” che Giorgio Campanini traduce la sua ultima opera - “Mounier – Eredità e Prospettive” (Ed. Studium, Roma) – testo che suona quasi come una accorata “chiamata alle armi”, quelle dell’intelletto, dando antico respiro e nuove motivazioni all’impegno del cristiano nel tessuto sociale, chiamato a rivolgere cuore e attenzioni al piano che include il pensiero e non abiura l’azione. Intreccio o dicotomia? Il dibattito resta aperto ma Giorgio Campanini parte intanto da una certezza, quella che riflette la necessità di un recupero del concetto di “persona” e dell’allontanamento da quello di mero “individuo”: «La crisi della persona, nel suo significato ampio e profondo, caratterizza oramai tutte le società occidentali – ha espresso Campanini – e i credenti non sono estranei a tale movimento. Si è dimenticato che l’uomo è autenticamente tale solo se in relazione. Alla filosofia della persona - ha aggiunto lo studioso - che parte da “io–tu” per arrivare alla comunità, si è spesso sostituita una filosofia dell’individuo, con conseguente assolutizzazione di pulsioni, desideri e passioni».
Non è una nuova crociata. Il percorso ispirato da Mounier e ridisegnato da Giorgio Campanini si fonda sulla tradizione dell’Occidente: «Il cristiano è chiamato a mediare fra l’appello alla santità e la responsabilità della politica – sottolinea Campanini nel suo libro – così da costruire una società fondata sul rispetto della persona, sull’impegno della vita personale e collettiva». Il viaggio tematico del Maritain prosegue ora con l’incontro con il filosofo Luigi Alici, già vertice nazionale di Azione cattolica, autore de “I Cattolici e il Paese”, atteso a Trieste il 30 maggio.
Francesco Cardella
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