Caos pioggia Duca d’Aosta Ora gli ingressi al minuto

Piano in tilt a causa della pioggia e parte dei 387 alunni era senza ombrello La dirigente Cardella: «Un inferno ma le maestre non si sono risparmiate» 
Bonaventura Monfalcone-23.09.2020 Uscita bambini-Scuola Duca d'Aosta-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-23.09.2020 Uscita bambini-Scuola Duca d'Aosta-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



L’imperativo è evitare gli assembramenti. E scaglionare gli ingressi attraverso orari calibrati, prima dell’ultima campanella, sembra l’unica soluzione. Ma se al di qua del cancello tutto fila e la sorveglianza scolastica viene garantita, alla prima pioggia, dall’altra parte della ringhiera, vale a dire tra il plotone di genitori della Duca d’Aosta, dove risultano iscritti ben 387 gli alunni, è il “rompete le righe”. Una situazione incontrollabile. Ombrelli aperti, mascherine in bilico, passeggini ammassati, mamme gomito a gomito a scrutare fino all’ultimo l’ingresso del pargolo. Se poi dal cielo, come avvenuto ieri, vengono giù le “bombe” d’acqua allora la faccenda si complica ulteriormente. Non a caso in città diverse strade si sono allagate: via Aris come piazza San Marco a Venezia, poi via Rossini e viale Cosulich. «Lo ammetto è stato un inferno, ma le maestre non si sono risparmiate nell’accogliere tutti gli alunni sotto le precipitazioni», dice la dirigente Maria Cardella, avvilita per la poca comprensione e collaborazione riscontrata nelle famiglie, alcune perplesse dalla chiusura del giardino, in realtà una misura anti Covid condivisa in tutte le altre primarie.

A fronte di bambini «arrivati al plesso da via Oberdan perfino privi di ombrellino o mantellina anti pioggia» le insegnanti, in un rimando dantesco, si sono trovate a calzare i panni di Caronte, nocchiere infernale, per traghettare gli scolari con l’ombrello in mano fino all’ingresso, ripetendo i viaggi. Tra queste la vicepreside Simona Tamborrino, con la camicetta azzurra completamente inzuppata d’acqua al rintocco della campanella. A dire che, nonostante qualche critica che pure ieri è arrivata da alcune mamme di seconde e terze, per l’ingresso rocambolesco in via Duca d’Aosta (a causa di nuovi insegnanti i genitori non hanno riconosciuto la supplente attendendo la chiamata alcuni minuti in più, sotto la pioggia battente), l’impegno è sterminato. Ma ci sono condizioni oggettive penalizzanti. Che si acuiscono con il maltempo. «Innanzitutto – spiega Tamborrino – il terzo ingresso su via Alfieri, che consentirebbe l’alleggerimento dei deflussi su via Duca d’Aosta, ci è precluso per la destinazione univoca alla scuola dell’infanzia Randaccio». Una convivenza per il resto serena, che terminerà a gennaio, al rientro della Collodi alla casa madre. Ma intanto un sesto dell’utenza si “ritaglia” un’uscita delle tre disponibili. Si potrebbe ovviare posticipando l’entrata dell’asilo che ha tempi più dilazionati, così che le primarie possano pure fruire dello sbocco. Ma sarebbe da intavolare un confronto. E poi c’è l’annosa questione dei ritardi dei genitori: quest’anno, come riferito dalla vicepreside, per sradicare la brutta consuetudine si è stabilito che le giustificazioni non avverranno più con la maestre, ma la dirigenza. «Certe cattive abitudini – afferma Tamborrino – a fronte della necessità di rispettare tutte le disposizioni anti virus per la tutela della salute non ce le possiamo più permettere». E lo stesso vale per le chiacchiere tra genitori che stazionano lì: il corridoio va liberato per favorire l’afflusso di altre classi.

Dopo il primo allarme di mercoledì l’istituto è intervenuto su via Oberdan fissando orari scaglionati e pare ciò funzioni. La IA entra alle 7.50, la IB alle 7.53, la IC alle 7.56 e la ID alle 7.59. Dovrebbe poi trovare una soluzione, dopo anni di segnalazioni, il problema della grande pozzanghera, praticamente una piscina, che si forma nel giardino al primo fortunale: il sopralluogo dell’assessore Antonio Garritani con la dirigente dell’ente Rosanna Spazzali è servito ieri ad accertare che il problema è dovuto a una pendenza, sicché occorrerà un intervento strutturale. Si ovvierà per ora con un più solerte spazzamento del cortile:lo farà il bidello. –

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