Capienza di bus e treni casa-scuola Il Fvg molla la linea dura: sì all’80%

Pieno carico solo per tragitti minimi. Fondi romani per i servizi. Fedriga: «Compromesso accettabile»
Silvano Trieste 2020-06-18 Persone alla fermata dei Bus
Silvano Trieste 2020-06-18 Persone alla fermata dei Bus

TRIESTE

I mezzi pubblici, urbani ed extraurbani, e i treni che trasporteranno i ragazzi a scuola alla ripresa delle lezioni in presenza potranno essere occupati fino all’80% della capienza, con una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti. I territori avrebbero voluto di più, ma in Conferenza unificata Stato-Regioni, sede di una complessa mediazione sulle linee guida, infine approvate, si accontentano. Anche perché Roma mette loro a disposizione 200 milioni da investire per il potenziamento del servizio. «Compromesso accettabile», lo definisce il governatore Massimiliano Fedriga. Posizione diplomatica dopo che Graziano Pizzimenti, assessore regionale ai Trasporti, era stato molto deciso nei giorni scorsi nel sostenere la richiesta del 100% della capienza, sia per gli spazi ampi da percorrere in particolare in provincia di Udine nel tragitto casa-scuola, sia per la carenza di pullman, almeno 400 in meno di quanti servirebbero in tempi di pandemia.

Quel 100%, a quanto emerso in serata, potrà essere eventualmente toccato solo per distanze al di sotto dei 15 minuti. Nel pomeriggio, mentre Stato e Regioni si confrontavano per trovare una sintesi, era arrivato l’appello della deputata dem Debora Serracchiani: «Sul trasporto scolastico le istituzioni si vengano incontro, perché i cittadini non fanno distinzione e chiedono che ognuno faccia la propria parte. Facciamo tesoro delle sofferenze e delle esperienze di solidarietà durante il periodo del lockdown. Sono in gioco la salute di studenti e personale scolastico, certezze per le famiglie, garanzie per una effettiva e duratura ripartenza». L’accordo serale, che ribadisce naturalmente l’obbligo di mascherina e distanziamento (esclusi conviventi e congiunti), accontenta però a metà.

«Nonostante le richieste fossero più estensive – è il commento di Fedriga – la Regione ritiene un compromesso accettabile il cambiamento di posizione del governo». Si tratta del resto di fare di necessità virtù. E di tenere conto che la prosecuzione delle lezioni in aula nei prossimi mesi potrà avvenire solo nel contesto di un contagio tenuto sotto controllo. E dunque, oltre alla misurazione della temperatura da parte dei genitori prima dell’uscita di casa, sono previste misure specifiche per il trasporto scolastico: igienizzazione, sanificazione e disinfezione dei mezzi almeno una volta al giorno, areazione naturale e continua, presenza dei detergenti per la sanificazione delle mani degli alunni, distanziamento di un metro alle fermate.

Sulle regole del Tpl è intervenuto ieri ancora Fedriga, con l’ordinanza 26 dall’inizio dell’emergenza. Il documento proroga fino a lunedì 7 settembre le disposizioni entrate in vigore il 26 giugno, che consentono ai passeggeri di sfruttare, senza distanziamenti, tutti i posti a sedere a disposizione dei passeggeri all’interno dei mezzi. Resta in vigore anche l’obbligo di utilizzare i sistemi di protezione individuale a bordo ed è appunto confermata la possibilità di occupazione del 100% dei posti a sedere e in piedi a bordo dei mezzi del trasporto pubblico locale automobilistico, ferroviario e marittimo, compresi i servizi transfrontalieri, nonché a bordo di mezzi utilizzati per servizi di trasporto non di linea, pure Ncc e taxi, oltreché negli impianti del trasporto pubblico funiviario (funivie, funicolari e seggiovie). Le aziende fornitrici dei servizi sono tenute inoltre a fornire un’efficace informazione e vigilare sul corretto utilizzo delle mascherine su corriere e autobus.—



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