Cardiologia, la terapia triestina del cuore entra nell’eurocircuito Ern Guard-core
Farà parte di un ristretto gruppo di grandi strutture tra cui il romano Gemelli e il bolognese Sant’Orsola Malpighi. Buone le statistiche

TROESTE La Cardiologia triestina entra a far parte della Rete europea Ern Guard-Core e resta ai vertici italiani nel trattamento dei pazienti come certificato da Agenas nelle graduatorie. Continua così a confermarsi un dipartimento di assoluta eccellenza il Cardiotoracovascolare, che racchiude la cardiologia, la cardiochirurgia, la cardio vascolare, medicina dello sport e pneumologia. La Sc Cardiologia di Cattinara sarà l’unica struttura in regione e fra le uniche 4 strutture nazionali - insieme al Policlinico Gemelli a Roma e al Sant’Orsola Malpighi a Bologna - a far parte di Ern Guard-Core. Nel dettaglio si tratta di una serie di reti virtuali che coinvolgono operatori sanitari in tutta Europa: hanno come obiettivo quello di affrontare malattie e condizioni complesse o rare, che richiedono cure altamente specializzate e una concentrazione di conoscenze e risorse. Per rivedere la diagnosi e il trattamento di un paziente, i coordinatori Ern, convocano comitati consultivi \"virtuali\" di medici specialisti in diverse discipline. «La partecipazione alla rete Ern Guard Cuore - conferma con una nota Asugi - sancisce il riconoscimento per 30 anni di elevatissimo impegno, assistenza, innovazioni, organizzazione e ricerca nel campo dello scompenso cardiaco e cardiomiopatie». Sul fronte dei dati e dei numeri dell’attività, grazie alla struttura di Asugi, il tasso di mortalità a 30 giorni per infarto miocardico acuto è la più bassa in Friuli Venezia Giulia. Il dato è confermato da 3 indicatori e, con riferimento al campione di 363 pazienti, riporta una mortalità del 6,92%. Risultati particolarmente significativi se si guarda al profilo demografico e di “comorbidità” dell’area giuliana, oltre all’inevitabile impatto organizzativo della pandemia. Molto positivo anche il dato degli infarti miocardici trattati con Ptca, ovvero l'angioplastica coronarica, una tecnica che si utilizza per trattare le cardiopatie coronariche basata, semplificando, sulla dilatazione del tratto di arteria occluso mediante un catetere a palloncino. «Questi indicatori - spiega ancora Asugi - sono la rappresentazione di una organizzazione efficiente e costantemente monitorata anche nell’anno della pandemia Covid. Come sempre alcuni aspetti potranno essere ulteriormente migliorati anche attraverso un miglioramento della qualità e rappresentatività delle Schede di Dimissione Ospedaliera (Sdo)». Secondo l’Azienda sanitaria va approfondito il dato relativo allo scompenso cardiaco, il cui campione non sembra essere rappresentativo dell’utenza ricoverata presso gli Ospedali di Cattinara e Maggiore, mentre la statistica sugli eventi a un anno dall’infarto miocardico è verosimilmente condizionato dall’elevato profilo di “comorbidità” dell’area giuliano-isontina. Vengono invece definite molto positive le performances della Cardiochirurgia che, con volumi rimarchevoli di attività, dimostrano una mortalità di 1,05% per il by-pass aortocoronarico e inferiore al 1.6% per gli interventi valvolari. Tutti gli indicatori appaiono migliori della media nazionale. Lo scorso agosto il centro cardiologico di Cattinara era stato intitolato a Fulvio Camerini, il medico che aveva aperto il primo reparto a Trieste dedicato alle cure del cuore.
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