Cargo turco, evacuato tutto l’equipaggio Ripresa l’operazione di traino verso Traù

È stata evacuata dalla nave turca Haksa anche la parte di equipaggio che in un primo momento aveva rifiutato di abbandonare il cargo, in avaria per una falla apertasi mentre navigava in acque...

È stata evacuata dalla nave turca Haksa anche la parte di equipaggio che in un primo momento aveva rifiutato di abbandonare il cargo, in avaria per una falla apertasi mentre navigava in acque internazionali al largo dell’arcipelago spalatino. Dopo che nelle prime ore di domenica il mercantile aveva cominciato ad imbarcare acqua, la falla era stata rabberciata per impedire il naufragio e lo sversamento delle tremila tonnellate di magnesite e della settantina di tonnellate di gasolio a bordo. L’altra notte, dopo che un rimorchiatore ha agganciato l' Haksa per trainarlo fino al cantiere navale di Traù, l’operazione è stata interrotta perché l’acqua è tornata a entrare nello scafo, a quanto pare per un secondo cedimento. Perciò sono stati evacuati il comandante e altri 4 marittimi rimasti sulla nave per facilitare i soccorsi e impedire l’affondamento. Ieri l’operazione di traino è ripresa verso mezzogiorno, mentre a far restare a galla lo scafo sono state solo le pompe dei vigili del fuoco. La situazione è seguita da Polizia marittima, Capitaneria di Spalato, Istituto idrografico croato, ditte specializzate. Il ministro croato Siniša Orlic ha detto che il cargo, varato nel 1993, «negli ultimi due anni è stato controllato sei volte e sono state riscontrate alcune» mancanze: «È stato anche bloccato a Trieste, poi ha potuto riprendere la navigazione. Ha tutte le licenze necessarie e mi sento di escludere che l' avaria sia stata provocata da inadeguata manutenzione. Quando la nave sarà messa a secco ne capiremo di più», ha concluso Orlic. (a.m.)

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