Code per la carta d’identità elettronica a Trieste: «Manca il centro civico di via Locchi»
Pd all’attacco: «L’inattività della sede sta aggravando una situazione già critica»

L’attesa per la riapertura del Centro civico di via Locchi si allunga ancora e il Partito democratico torna all’attacco della giunta comunale, denunciando i disagi che, a loro giudizio, stanno colpendo cittadini e dipendenti comunali.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamattina i consiglieri comunali Laura Famulari e Luca Salvati hanno puntato il dito contro la gestione dei Servizi demografici, sostenendo che la chiusura della sede di via Locchi, ormai inattiva dallo scorso autunno per lavori di ristrutturazione, sta aggravando una situazione già critica legata al rilascio delle carte d’identità elettroniche.
Secondo i due esponenti dem, la prospettiva di una riapertura non prima di settembre rappresenta l’ennesimo rinvio di un intervento che avrebbe dovuto concludersi da tempo. Una circostanza che, sottolineano, pesa su un servizio essenziale proprio mentre cresce il numero di cittadini costretti a richiedere il nuovo documento. «Abbiamo già denunciato in più sedi questa situazione», ha affermato Famulari, «l’anagrafe rappresenta il cuore delle funzioni del Comune e svolge una missione fondamentale, ma non è stata considerata nella giusta misura. Il problema non riguarda soltanto il rilascio delle carte d’identità elettroniche: nei pochi centri civici rimasti aperti si formano lunghe code e si creano continui disservizi. Si sapeva da tempo che il passaggio dalle carte cartacee a quelle elettroniche avrebbe comportato un aumento delle richieste, eppure non si è intervenuti. Oggi vediamo anziani, persone con difficoltà motorie e cittadini costretti ad attendere per ore sotto il sole, mentre anche il personale lavora sotto una pressione enorme».
Sulla stessa linea Luca Salvati, che ha ricordato come il Partito democratico avesse già sollevato il tema nei mesi scorsi. «Eravamo qui a febbraio», ha dichiarato, «quando già all’epoca erano soltanto due i centri civici operativi, quelli di via del Teatro Romano e via dei Macelli. Ora ci viene detto che via Locchi potrebbe riaprire a settembre, ma si sapeva da oltre un anno che dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee non sarebbero più state valide per l’espatrio. La mia interrogazione, presentata lo scorso ottobre per chiedere un rafforzamento del personale dei Servizi demografici, non ha ancora ricevuto risposta».
Il consigliere ha ricordato come siano ancora circa 12 mila i residenti triestini in possesso della carta d’identità cartacea e come, oltre alle nuove richieste, gli uffici debbano gestire i rinnovi delle carte elettroniche in scadenza, gli smarrimenti e i furti dei documenti. «Era una situazione del tutto prevedibile», ha aggiunto, «e avrebbe richiesto una programmazione adeguata». Per il Pd, dunque, il ritardo nella riapertura del Centro civico di via Locchi rischia di amplificare ulteriormente le difficoltà di un servizio considerato strategico. «L’anagrafe», ha concluso Famulari, «è uno dei primi punti di contatto tra cittadini e istituzione e per questo non può essere trattata come un servizio secondario né lasciata senza le risorse necessarie per garantire efficienza e tempestività».
Riproduzione riservata © Il Piccolo










