Resinovich, il fratello Sergio: «Strano che non ci siano tracce di Liliana sui reperti»
La dichiarazione: «Non sono né tecnico né perito», quindi «devo sentire cosa decide» chi è preposto a risolvere i casi. «Di sicuro» c'è un responsabile, ha aggiunto, rispondendo alle domande dei giornalisti

"E' curioso e strano" che nei reperti non ci siano tracce di Liliana. "Non sono né tecnico né perito", quindi "devo sentire cosa decide" chi è preposto a risolvere i casi. Lo ha detto Sergio Resinovich, fratello di Liliana, arrivando in Tribunale a Trieste, dove è in corso un incidente probatorio sulle analisi dei reperti nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della donna.
"Di sicuro" c'è un responsabile, ha aggiunto, rispondendo alle domande dei giornalisti. E sul fatto che dalle analisi non siano emerse tracce del marito di Liliana, Sebastiano Visintin, Sergio ha precisato: "Questo non lo so, può essere che lui non c'entri".
Ma qualcuno "di sicuro" è coinvolto "e forse più di una persona secondo me, perché lei è stata portata" nel luogo in cui è stata trovata. "Pesava 50 chili. Portare un sacco di cemento è un conto, portare un corpo inanimato è un altro, una persona non credo che riesca da sola, col buio", dovrebbe essere "tipo Schwarzenegger". Il fratello ha escluso anche che Liliana si sia infilata nei sacchi da sola: "Chi è? Il mago Silvan?", ha chiesto.
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