Casson: subito la legge sull’amianto

Solo una grandissima costanza, qualcuno dei malati di mesotelioma l’ha definita “testardaggine infinita”, e una ferrea volontà politica potrà portare, sempre troppo tardi, dei risultati concreti per l’attuazione di provvedimenti di legge definitivi per contrastare la “piaga nazionale” dell’amianto. Lo ha ribadito ieri a Monfalcone, in una sala della biblioteca gremita, il senatore del Pd Felice Casson. È il primo firmatario del disegno di legge sulle “Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini, dell’ambiente dall’amianto, nonchè delega al Governo per l’adozione un testo unico in materia di amianto”.
Il governo non c’è «non ho la sfera di cristallo» ha risposto con una battuta lo stesso Casson, intanto si lavora e si procede con “testardaggine” per far passare il provvedimento sull’amianto. Ma ieri all’incontro organizzato dal Pd e moderato dal giornalista del Piccolo, Roberto Covaz, è stato anche il responsabile del Forum giustizia del partito, l’avvocato Riccardo Cattarini a lanciare la proposta di realizzare proprio a Monfalcone il Centro nazionale di coordinamento, dove i malati di amianto possano trovare supporto. Una città dove si muore ancora per gli effetti dell’amianto, ma che potrebbe rinascere con il Centro dando soluzioni e risposte a chi ne è colpito. «Una Regione, la nostra dove in cinque anni non è stato fatto nulla per i malati di amianto» ha accusato Cattarini. Una critica ribadita anche da un componente dell’associazione esposti.
Casson ha ribadito i punti focali della legge e gli obiettivi, far funzionare bene finalmente il Fondo vittime amianto. Poi la necessità di dare delle norme chiare agli edifici pubblici e privati, la necessità della sorveglianza sanitaria per chi è malato di mesotelioma pleurico facendo ancora prevenzione. Ma l’incontro di ieri è stata anche l’occasione per ribadire lo sgomento di fronte l’impreparazione e talvolta la poca sensibilità verso questa “piaga moderna” che ha ucciso e sta ancora facendo morire i lavoratori che hanno trascorso la vita nei cantieri.
Un percorso che vede in ballo responsabilità enormi anche degli stessi magistrati, ha ribadito Casson, che sono stati denunciati e messi sotto accusa per non aver aperto le inchieste. Una situazione ancora esplosiva e assurda che vede il travaglio degli stessi malati di mesotelioma e gli esposti all’amianto «costretti a fare la fila come gli altri al cup» oppure discriminati. «L’assurdo è vedere che alcuni hanno visto riconosciuti patologia e diritti, altri che facevano gli stessui lavori negli stessi posti li hanno visti negati» ha accusato Casson che ha aggiunto «serviranno delle revisioni in autotutela». Il senatore Pd, ed ex magistrato ha fatto autocritica «ci sono gravi problemi nella magistratura» e ha confermato le «diversità di comportamento». E poi si è scagliato contro i «ricorsi in appello di enti come Inps e Inail contro il lavoratori ai quali in primo grado vengono riconosciute patologia e diritti legati all’esposizione all’amianto». «Bisogna insistere che la smettano, se un giudice riconosce il diritto basta, lascino stare gli appelli che fanno sprecare soldi e tempo visto che perdono il 90% delle cause».
E in chiusura la proposta di Cattarini: «Tra breve i costi per le conseguenze dell’inquinamento da amianto e per le patologie legate all’esposizione diventeranno insostenibili, il Pd deve creare a Monfalcone, Città dell’amianto, il centro nazionale di coordinamento per dare supporto a tutti i colpiti da questa tragedia».
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