Castello Alimonda torna nuovo Si completano i lavori esterni

Luigi Murciano / SAGRADO
Un quadro economico da 223 mila 364 euro, garantiti dalla Regione attraverso l’Uti Carso Isonzo Adriatico. Un cronoprogramma (presunto) con la consegna lavori entro la fine dell’anno. E una procedura d’appalto che ha coinvolto una decina di imprese, fra le quali è risultata vincitrice la Gerometta di Maniago, che ha offerto il maggiore ribasso (20%) sulla base di gara di 255 mila euro.
Si rimette in moto così, dopo alcuni anni di standby, l’iter per la riqualificazione del Castello Alimonda di Sagrado. La giunta Vittori ha licenziato nei giorni scorsi la delibera con cui sancisce l’aggiudicazione definitiva dell’intervento, che approda così al sesto lotto. Un anno fa l’ente guidato dal sindaco Marco Vittori affidava all’architetto goriziano Roberto Daris la progettazione dei lavori. Che ora possono dirsi effettivamente pronti a partire. Serviranno a terminare le facciate e a realizzare tutti gli infissi del prestigioso edificio.
A quel punto mancheranno solamente gli interni e l’impiantistica, per cui la municipalità si era già impegnata a reperire ulteriori risorse. Parte del contributo è finanziato con la legge 2 del 2000 sui Borghi, centri rurali e piazze. Destinatari erano i comuni con meno di 30 mila abitanti che intendevano predisporre interventi “finalizzati alla riqualificazione dei centri minori, dei borghi rurali e delle piazze, in un’ottica di sviluppo dei valori ambientali, sociali, culturali e turistici”.
Sagrado gioca questa delicata partita per il rilancio di uno dei suoi luoghi-simbolo su fronti diversi, sebbene tutti compatibili fra loro, per regalare un futuro all’Alimonda. Parallelamente ai lavori edilizi, infatti, il Comune di Sagrado in passato aveva lavorato per inserire il castello in un circuito internazionale di piste ciclabili, la prima su una direttrice proveniente dall’Austria e la seconda, dalla Slovenia. E l’immobile era stato incluso – per la verità senza successo – nel bando dell’Agenzia del Demanio “Valore Paese Dimore” con cui lo Stato cerca di conferire anche due immobili dell’Isontino (l’Alimonda e l’ex caserma della Gdf di Scriò) in concessione gratuita (9 anni più 9) in concessione di valorizzazione fino a 50 anni ad operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato.
Progetti compatibili, dunque, nell’ottica di regalare un futuro luminoso alla “Miramare sull’Isonzo” . Il castello venne costruito nel 1885 per volere dei fratelli originari di Trieste Francesco e Nino de Alimonda. Rispettivamente dottore in legge e dottore in medicina, decisero di edificare a Sagrado lo stabile che sarebbe servito come casa di cure ritenendo che questo fosse un posto particolarmente indicato per i “malati di petto” (tbc), per gli “ammalati di nervi” e per “altre persone indebolite” per il fatto che qui si alternava l’aria di monte con quella di mare. —
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