Cene e gite in montagna, Marin a processo

L’ex consigliere Pdl citato dalla Corte dei conti per 14.500 euro di spese sospette sostenute per viaggi e soste al ristorante
Di Corrado Barbacini

TRIESTE. Non c’è dubbio: l’ex sindaco di Grado ed ex consgliere del Pdl Roberto Marin ama la montagna. E anche la buona tavola, specie i piatti sapidi (ma non leggeri) come la coda alla vaccinara. Una buona forchetta. Si è seduto - durante un soggiorno a Roma - a un tavolo della storica trattoria Sora Lella, gestita in passato dalla sorella di Aldo Fabrizi. Era una domenica d’aprile e per il procuratore della Corte dei conti Maurizio Zappatori, il pranzo di Roberto Marin non era stato assolutamente istituzionale. Anzi. E questa è stata solo una delle tante spese sospette, in totale 14.500 euro, per le quali è stato citato a processo con l’accusa di danno erariale.

«Le spese - si legge nella citazione, che equivale al rinvio a giudizio - si riferiscono a numerosissime consumazioni presso bar, gelaterie, posti di ristorazione, buffet, ristoranti (in alcuni casi anche in Slovenia), e ad acquisti presso negozi di vini e liquori, di pane e dolci, di alimentari, di macelleria, di abbigliamento nonché a pernottamenti, servizi di taxi e parcheggi». Insomma Marin non si è fatto mancare quasi nulla a leggere la lunga lista in appendice alla citazione. Osserva ancora il procuratore che «tutte le spese sono supportate soltanto da scontrini o ricevute fiscali senza l’indicazione delle circostanze e dei motivi che le rendevano necessarie, nonché delle generalità e della qualifica dei soggetti esterni per cui le stesse erano effettuate». Come dire: l’ex sindaco di Grado non ha avuto bisogno di spiegare nulla. Ha invitato e ha mangiato alla grande.

In due soli casi Roberto Marin ha fornito - quando aveva ricevuto l’invito a dedurre - al procuratore contabile qualche chiarimento. Il primo caso è stato quello di un soggiorno alberghiero il 30 dicembre 2010 a San Cassiano di Badia. Prezzo: euro 399,70. Marin lo ha spiegato sinteticamente come incontro con imprenditori di turismo dell’Alta Badia per la promozione turistica di Grado. Poi ha spiegato anche i motivi di un rinfresco in un agriturismo a Fogliano-Redipuglia, prezzo 1.225 euro. Questo lo ha definito come un incontro politico-istituzionale, con un centinaio di partecipanti, nell’ambito dell’attività promozionale politica del partito.

Secondo la procura contabile non può però considerarsi ammissibile per l’ex sindaco di Grado la spesa di pernottamento in montagna verso la fine dell’anno. Che praticamente è stata giustificata dall’interessato con un riferimento generico ad un incontro con non meglio precisati imprenditori turistici del posto. E viene ritenuta inammissibile anche la fattura riferita al rinfresco a Fogliano Redipuglia, giustificata come attività promozionale del partito, «poiché - si legge nell’atto di citazione - il regolamento regionale nel prevedere la possibilità di spese per le iniziative di divulgazione dell’attività e dei programmi del gruppo consiliare fa riferimento a strumenti divulgativi espressamente indicati: “stampa, manifesti, pubblicazioni o altri mezzi o sistemi di informazione”». Non certo scampagnate in agriturismo.

Si legge nella citazione: «Ci troviamo di fronte ad un comportamento molto grave di assoluto disinteresse sul modo in cui è stato erogato e speso il denaro pubblico; un comportamento che ha causato direttamente un danno erariale». E poi ancora: Sono stati violati i principi fondamentali di buona amministrazione e di economicità, cui deve essere ispirata l’azione di chi comunque partecipa all’attività di organi pubblici».

Lo scorso 30 agosto Roberto Marin era stato interrogato dal pm Federico Frezza, titolare del fascicolo penale per il quale è accusato di peculato al pari di molti altri suoi colleghi. Nella lista del pm Federico Frezza compare una lista di riferimenti turistici degni di un recensore di Tripadvisor. Dalla Val Badia al Cadore. E poi anche l’Alto Adige. Montagna e montagna. Così l’ex sindaco di Grado.

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