Cherso, il primo volo dei quattro grifoni

Liberati dopo essere stati recuperati e curati per mesi al Centro di Caisole. Gabbie aperte da sindaco e governatore



Un altro risultato per il Centro di assistenza ai grifoni di Caisole (Beli), situato a Cherso. Quattro esemplari dell’animale che è il simbolo dell’isola quarnerina sono stati rimessi in libertà dopo essere stati curati per diversi mesi nella piccola località isolana, dislocata all'estremo nord dell'area denominata Tramontana.

I quattro avvoltoi dalla testa bianca erano stati ritrovati feriti la scorsa estate, su segnalazione di residenti del luogo e di alcuni abitanti delle coste orientali dell'Istria, e subito ricoverati al Centro di recupero dei grifoni, specializzato ormai da anni nella cura di questi volatili. A quanto appurato dagli esperti, Birbiraj, Draga, Karlo e Popaj - questi i nomi dati agli animali - avevano riportato lesioni più o meno gravi dopo avere tentato di lasciare il nido in cui erano venuti alla luce. Molti di questi uccelli saprofagi (gli unici in Croazia) ce la fanno senza particolari problemi a superare il primo impatto con il volo, ma diversi precipitano a terra o in mare e non pochi perdono la vita.

Il rimettere in libertà gli uccelli dopo le cure costituisce ogni volta un evento particolare a Caisole, quale prova della bontà del lavoro che vede operare insieme ornitologi e volontari accomunati dalla volontà di difendere la natura e la biodiversità del del Quarnero, regione al primo posto in Croazia per il numero di specie di fauna e flora.

A liberare Birbiraj è stato il governatore della Regione del Quarnero e Gorski kotar, Zlatko Komadina, che ha ricordato di avere partecipato «per caso lo scorso anno anno al trarre in salvo un grifone di Cherso» dicendosi «onorato» di poter aprire la gabbia di Birbiraj, che ha subito spiccato il volo. «La mia amministrazione regionale, in collaborazione con l'istituto pubblico Priroda (Natura) - ha proseguito Komadina - sostiene con convinzione qualsiasi iniziativa del Centro di Caisole che agisce a favore della conservazione degli avvoltoi, specie protetta in Croazia da leggi e regolamenti molto severi».

Gli altri tre esemplari sono stati rimessi in natura da Sonja Šišic, direttrice di Priroda, da Kristijan Jurjako, sindaco di Cherso e da Josip Pope, direttore della scuola elementare chersina “Francesco Patrizi”, sotto lo sguardo vigile degli esperti di Caisole.

Negli ultimi quattro anni, ha ricordato Šišic, la struttura isolana ha rimesso in salute ben 27 avvoltoi salvati da morte sicura. E ogni salvataggio riveste un'importanza particolare poiché la Croazia è uno dei pochi Paesi europei che possano vantare la presenza dei grifoni. Ogni esemplare chersino viene dotato di un collare Gps che permette di seguirne le evoluzioni nei cieli di Cherso e del Quarnero, così come in aree distanti migliaia di chilometri dall'isola altoadriatica. Proprio la scorsa estate il Gps aveva consentito agli esperti del Centro di seguire il record del grifone chiamato Kvarner, che in tre ore da Cherso aveva raggiunto la città di Ravenna attraversando l’Adriatico. Gli interventi di tutela e recupero vengono portati a termine dai Centro di recupero e Priroda in collaborazione con il Giardino zoologico di Zagabria e le associazioni Tramontana e Biom. In occasione della Giornata mondiale della Tutela dell'Ambiente, che si celebra il 5 giugno, a Caisole sarà inaugurata una mostra fotografica su Cherso promossa dall'Agenzia isolana per lo Sviluppo. —



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