«Chiara, un’esistenza spesa ad aiutare gli altri»

Il commosso ricordo della ventitreenne morta nell’incidente di Muzzana nelle parole del parroco di San Giorgio di Nogaro, monsignor Igino Schiff
Di Francesca Artico
Muzzana 12 Aprile 2013 incidente mortale Copyright pressTurco
Muzzana 12 Aprile 2013 incidente mortale Copyright pressTurco

SAN GIORGIO DI NOGARO. «Era bello vederla dirigere il nostro piccolo coro alla messa della domenica mattina: amava cantare e i bambini, ma era anche attenta ai bisogni degli altri. Chiara mancherà a tutti». Chiara Pelizzon, 23 anni, di San Giorgio di Nogaro era deceduta nell’incidente stradale avvenuto l’altra mattina mentre al volante della sua Fiesta stava percorrendo la Provinciale San Gervasio-Muzzana. La giovane avrebbe perso il controllo dell’auto a causa di una chiazza di carburante sull’asfalto andando poi a scontrarsi frontalmente con un pick-up dopo aver invaso la corsia del senso opposto di marcia. È stata sbalzata fuori dal mezzo che poi le è finito addosso imprigionandola. La morte è stata istantanea.

A ricordare Chiara, con voce emozionata, è monsignor Igino Schiff, parroco di San Giorgio di Nogaro, che ben conosceva Chiara Pelizzon e la sua famiglia. È lui che in questi momenti ha il difficile compito di dare sostegno a una famiglia così tragicamente colpita nei suoi affetti più cari. «Ma una grande fede, che non toglie il dolore, aiuta a comprendere. Un dolore - dice monsignor Schiff - che ha colpito tutte le comunità parrocchiali di San Giorgio, Porto Nogaro e Villanova, ma non solo: è un lutto che tocca anche quelle comunità in cui Chiara era presente sia per lavoro che per volontariato. Era una ragazza dolce attenta verso gli altri: di lei si possono dire solo parole buone, senz’altro meritate. Sia lei che la sua famiglia sono sempre state pronte e presenti a dare una mano a chi ha bisogno o partecipare a tutte le attività parrocchiali: questo è espressione di fede».

A testimoniare la fede di Chiara, sono le sue stesse azioni: lo scorso anno si era recata in pellegrinaggio a Medjiugorie e l’anno prima era stata in Bolivia un mese, per una missione umanitaria. Quì aveva insegnato in una scuola materna, prestato la sua opera in un ospedale pediatrico, ed era anche andata a portate cibo ai bambini dei villaggi sperduti, alzandosi alle cinque del mattino per poterli raggiungere tutti.

Anche il sindaco Pietro Del Frate, profondamente scosso per quanto accaduto, ha manifesta tutta la sua vicinanza al dolore che ha colpito questa famiglia. Un dolore che non è solo il dolore di una comunità, ma di tanti paesi della Bassa dove la giovane era molto conosciuta.

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