Chiedeva soldi per una onlus davanti ai supermercati ma era una truffa: scatta il divieto di dimora in Fvg

Il provvedimento è scattato nei confronti di un cittadino rumeno, classe 2004, ritenuto responsabile di tre truffe commessi ai danni di persone anziane in tre supermercati di Duino Aurisina e Muggia. Il giovane si fingeva volontario e avvicinava le vittime con l’aiuto di una complice identificata nella sorella diciasettenne

I Carabinieri della Stazione di Aurisina hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale del divieto di dimora nella regione Friuli Venezia Giulia, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Trieste su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste.

Il provvedimento è scattato nei confronti di un cittadino rumeno, classe 2004, ritenuto responsabile di tre truffe commessi ai danni di persone anziane. I fatti sono stati commessi a fine febbraio in tre supermercati di Duino Aurisina e Muggia e vedevano il giovane, con l’aiuto di una complice identificata nella sorella diciasettenne, avvicinare le vittime presentandosi come volontari di un’associazione onlus alla ricerca di contributi economici per aiutare bambini malati.

Una volta carpita la fiducia della vittima consentivano alla stessa, qualora non in possesso di denaro in contanti, di effettuare la donazione anche tramite applicativo POS mobile sul loro telefonino. Il truffatore così induceva la vittima a fissare l’importo, solitamente di 10 euro, per poi modificarlo approfittando della scarsa conoscenza tecnologica o di attimi di distrazione, digitando la somma di 1000 euro, per poi allontanarsi. Le vittime solo dopo qualche minuto si avvedevano dell’esborso, ma i truffatori risultavano essersi già dileguati. Le indagini, condotte dai militari con la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, sono scattate a seguito delle segnalazioni e denunce raccolte e si sono basate sull’analisi delle immagini di videosorveglianza che hanno permesso, con non poca difficoltà, di individuare e identificare i malviventi, riconosciuti successivamente anche dalle vittime. Durante le indagini in un caso i militari stessi sono riusciti a fermare i malintenzionati prima che potessero effettuare le truffe procedendo al sequestro degli strumenti informatici a loro disposizione.

L’Arma esorta sempre a prestare massima attenzione, a diffidare delle apparenze e a non farsi distrarre. Inoltre, per evitare situazione come quelle del caso specifico, consiglia di effettuare donazioni soltanto alle associazioni ed enti riconosciuti contattando per ogni dubbio, sospetto o chiarimento il 112 N.U.E., una Stazione dell’Arma dei Carabinieri o consultando il sito web istituzionale www.carabinieri.it per suggerimenti e consigli.”

 

 

Si puntualizza che il procedimento penale nei confronti degli indagati è ancora nella fase delle indagini preliminari, che la loro responsabilità effettiva sarà vagliata nel corso del successivo processo e che non sono fornite le generalità degli indagati né elementi per la loro identificazione.

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