«Chiedo la videosorveglianza del mio studio»

CERVIGNANO. Chiede più sicurezza per poter lavorare senza la preoccupazione quotidiana di essere aggredita. Ha paura la dottoressa Natalija Stojic, medico di base, che ha l’ambulatorio in via Del Zotto, a Cervignano. Qualche giorno fa ha denunciato ai carabinieri di essere stata aggredita da un trentacinquenne originario del Bangladesh, che, secondo quanto riferito alle forze dell’ordine, avrebbe cercato di colpirla in faccia con un pugno. L’uomo, che ha fornito una versione diametralmente opposta su quanto accaduto, è stato denunciato per resistenza e minacce a incaricato di pubblico servizio.
«Due giorni la settimana finisco tardi di lavorare – si sfoga la professionista -. Non mi sento sicura, specie dopo ciò che è successo. Ho ricevuto offese, anche pesanti, da pazienti difficili ma nessuno aveva mai cercato di colpirmi con un pugno». Il medico chiede che venga installata una telecamera «perché mi consentirebbe di monitorare chi entra e chi esce dallo studio».
L’aggressione s’è verificata la scorsa settimana. «Stavo visitando un paziente. Erano le 10.30 – racconta -. Martedì e mercoledì ricevo senza appuntamento. In sala d’attesa è entrata una coppia bengalese con un bimbo. Il ragazzo ha iniziato a lamentarsi per l’attesa perché alle 11 doveva andare al lavoro. Mi sono scusata con le altre persone e li ho fatti accomodare. La signora aveva sulla guancia sinistra una tumefazione e si lamentava per un forte dolore al dente. Visto che avevano fretta ho chiesto di parlarmi rapidamente del problema. L’intento era di fissare un secondo appuntamento. Il marito ha iniziato a urlare, a insultarmi e a battere i pugni sulla scrivania». S’è reso necessario l’intervento di un paziente, che stava aspettando in sala d’attesa, per calmare gli animi. «Il cittadino bengalese mi ha chiesto di inserire l’esenzione, che purtroppo non compariva on line. S’è alterato. Prima ha cercato di colpirmi in faccia con un pugno, che sono riuscita a schivare, poi ha ricominciato a battere i pugni sulla scrivania. Un paziente, sentendo le urla, s’è affacciato alla porta».
La visita è proseguita. «La donna zoppicava, ho chiesto il referto ortopedico ma aveva scordato la cartellina. Poi il marito ha iniziato a schiaffeggiarla con violenza inaudita, di fronte a me e al bambino. Lei piangeva senza dire nulla. Sono intervenuta e gli ho intimato di smetterla».
La dottoressa ha sporto denuncia e ha contattato i servizi sociali. «Il giorno dopo, con una scusa – racconta -, ho chiesto alla moglie di visitarla e mi ha confidato che viene picchiata spesso. Ha cercato di giustificarlo ma poi è scoppiata a piangere».
I carabinieri stanno procedendo anche per il reato di maltrattamento nei confronti della moglie. La donna e il bimbo sono stati portati in una struttura protetta.(e.m.)
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