Cibi avariati, danno alla categoria

I vertici di Confcommercio di Grado e provincia dopo il maxi sequestro effettuato all’Hotel Friuli
Bonaventura Monfalcone-15.04.2013 Hotel Friuli-Grado-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-15.04.2013 Hotel Friuli-Grado-foto di Katia Bonaventura

Il clamoroso sequestro di alimenti all’Hotel Friuli vede la Confcommercio compatta nel condannare simili episodi e unita a difesa di tutti gli associati che operano nel rispetto delle norme. I risvolti della vicenda e le conseguenze d’immagine legate al sequestro sono stati discussi ieri pomeriggio a Gorizia, in una riunione fra il direttivo di Confcommercio Grado e il presidente provinciale dell’associazione, Gianluca Madiz.

«Un episodio grave, che rischia di gettare immeritatamente in cattiva luce la maggioranza assoluta di operatori dell’Isola del sole, che invece rispettano le regole». Esordisce così Luis Fumolo, presidente della Confcommercio gradese, commentando l’eclatante sequestro di alimenti all’Hotel Friuli. «Quanto successo – continua – ha già scatenato una serie di commenti fuori luogo. Da mesi stiamo lavorando per rendere le nostre strutture perfettamente in regola con tutte le normative, affrontando tutti gli onerosi adempimenti previsti. Non più di un mese fa abbiamo organizzato un incontro tra ristoratori per raccogliere tutte le problematiche sulla conservazione degli alimenti. Adesso torneremo a bussare alla porta degli enti di controllo per definire una check list onde evitare qualsiasi tipo di irregolarità».

Decisamente preoccupato per il negativo ritorno di immagine di Grado è il capogruppo albergatori di Confcommercio, Marco Cedolin: «Sempre più spesso, purtroppo, a fronte di difficoltà economiche e cambi di strategia aziendale, strutture ricettive che hanno segnato la storia di Grado vengono prese in gestione da imprenditori che non seguono le leggi. Causando così un danno d'immagine che va a colpire il corretto imprenditore, obbligato a seguire corsi di aggiornamento, controlli sulla qualità, sulla sicurezza e ad apportare modifiche strutturali per garantire qualità e servizi ai propri ospiti. La categoria colpita, prosegue Cedolin, è quella di chi si impegna ad essere corretto e aggiornato. E conclude affermando che «Gli albergatori gradesi prendono una posizione precisa: misure drastiche per far fronte a chi, gettando fango sul lavoro di generazioni, offende senza pensarci troppo l'immagine dell'Isola del sole».

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente provinciale di Confcommercio Gorizia, Gianluca Madriz: «Tutto il lavoro di Confcommercio è rivolto a far sì che i propri associati possano operare in modo corretto. Non è un compito da poco, e richiede anche da parte dei nostri iscritti una grande attenzione e professionalità. Le normative prevedono continue forme di aggiornamento e molto spesso non è facile conciliare il lavoro in azienda con tutto quello che gravita attorno l’attività stessa. Per questo - conclude - stiamo potenziando la presenza della nostra struttura a Grado, con corsi di formazione obbligatoria e incontri con il nostro staff». Madriz prende infine le distanze dai gestori dell’Hotel Friuli: «Purtroppo non tutti gli operatori - osserva - usufruiscono del nostro supporto, e della qualificata consulenza a sostegno del loro lavoro, come nel caso dell’Hotel Friuli».

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