Cibi, giocattoli, accessori da fumo: oltre 28.500 sequestri in due anni a Trieste
A scoprire i prodotti non a norma è stato il Nucleo commerciale della Polizia locale. De Gavardo: «Così evitiamo conseguenze per l’incolumità e la salute dei cittadini»

Sono 228 i sequestri di alimenti da inizio anno e 88 quelli di giocattoli non a norma operati dal Nucleo Commerciale della Polizia Locale di Trieste. Nello scorso biennio i prodotti sequestrati sono stati 28.544, nel 2024 2.724 e 25.820 nel 2025. Gli accessori per il fumo in vetta: 20.662 sequestrati. I giocattoli finiti sotto sequestro sono stati 1.605, i cosmetici 1.085, alimenti 870, tessile 575.
A tracciare il bilancio è l’assessore alle Politiche della Sicurezza del Comune, Caterina de Gavardo, il vice commissario Pierluigi Marchetti e l’agente di Polizia Locale, Meghi Callegaris. «È vasta la competenza della Polizia Commerciale – spiega l’assessore – con nove operatori che lavorano su più fronti: controlli alla movida, strutture ricettive, occupazione del suolo pubblico, spettacolo, tutela dei consumatori. Un’attività che richiede una collaborazione con vari enti esterni fra i quali Asugi, Camera di Commercio, Ispettorato centrale repressione frodi dei prodotti agroalimentari, vigili del fuoco. L’obiettivo è tutelare il cittadino che può acquistare prodotti inconsapevolmente pericolosi o nocivi».
Dei 700 controlli effettuati nel 2025, il 43% ha interessato pubblici esercizi, nel 28, 7% sono stati finalizzati alla verifica del rispetto di norme locali sul commercio, il 12, 9% ha riguardato il commercio su sede fissa, l’8,6% l’igiene degli alimenti ed il 6,0% la pubblica sicurezza. Tra i prodotti, grande attenzione è riservata ai giocattoli che devono avere il marchio CE autentico, da non confondere con China Export con lettere sovrapposte.
Nei controlli sul tessile fondamentale l’etichetta in lingua italiana e l’indicazione della composizione del materiale. Giocattoli e tessile sequestrati sono inviati alla Camera di Commercio che provvede all’eventuale distruzione. Gli alimenti devono avere la tracciabilità del prodotto e l’indicazione in grassetto dell’allergene e se sequestrati finiscono in mano ad un ente del Ministero dell’Agricoltura. Nuovo campo sotto esame è la cosmetica, dove dall’1 settembre è vietata la sostanza Tpo degli smalti.
«Verifichiamo anche la presenza del lilial nei profumi – sottolinea l’agente Callegaris – che può causare problemi di infertilita». Sugli accessori da fumo, il vicecommissario Marchetti puntualizza che «devono essere venduti solo nelle tabaccherie e nei negozi autorizzati e non possono essere dati ai minorenni».
Previste sanzioni amministrative per chi trasgredisce, proporzionali al numero di pezzi sequestrati ed in alcuni casi chiusure temporanee degli esercizi e conseguenze penali. —
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