Cisint: «Arpa e Aas2 spieghino i rischi che corrono i cittadini»

Il sindaco: «Il Comune deve sapere quali sono le aziende critiche  e le procedure presenti per tamponare situazioni di eventuale emergenza»



La fuoriuscita della sorgente di Iridio 192 da un’apparecchiatura per “radiografare” le saldature, che ha causato lo scorso 6 agosto l’infortunio di tre operai di una ditta esterna al lavoro dieci giorni fa in un’area delimitata della Cimolai, ha sollevato la questione della sicurezza in una città dove gli insediamenti industriali sono molteplici. E così, potenzialmente, anche i rischi.

È la prima volta, per il sindaco Anna Cisint, pur a breve distanza dal pericolo (di tutt’altra natura) corso giorni addietro sulla strada regionale 14, dove la lesione a una tubatura di gas, all’intersezione di via delle Mandrie, ha paralizzato la città per ore, che l’amministrazione si confronta con pericoli di così ampia natura.

E per questo la prima cittadina ha deciso di «scrivere all’Azienda sanitaria e ad Arpa», nonché a «tutte le industrie e realtà produttive che hanno almeno l’autorizzazione integrata ambientale», per conoscere quali siano le insidie maggiori, «i rischi che il territorio può correre, la aziende critiche e le procedure presenti per tamponare situazioni di eventuale emergenza».

Già all’arrivo a Portorosega, lo scorso maggio, di una nave con a bordo armi (360 bazooka e 415 missili anticarro ucraini) aveva mosso Cisint a rivolgersi alla Prefettura per chiedere lumi sulle misure di sicurezza a fronte di scenari così particolari, ottenendo in quella sede «ogni tipo di chiarimento» e apprendendo «già lì diverse delle capillari misure di controllo presenti per esempio nell’area dello scalo marittimo, dove ogni carico viene minuziosamente mappato nei suoi transiti». «So - prosegue il sindaco - che ogni fabbrica con un certo tipo di produzione detiene procedure per circoscrivere eventuali danni, ma ora vorrei saperne di più».

Sul fronte dei sismi è collaudata da decenni l’azione della Protezione civile regionale. A fronte invece di problemi legati a esposizioni radioattive, le tute azzurre intervengono solo in casi di evacuazione: l’autorità competente è sempre il comando dei vigili del fuoco, che dispone di un nucleo Nbcr (batteriologico, chimico, radiologico).

«Si occupa di eventuali incidenti chimici e della difesa civile - spiega Alessandro Granata, comandante provinciale -, ma interviene anche nell’antiterrorismo, in caso di guerre batteriologiche, avvelenamenti di massa e azioni simili». Esiste anche un Nucleo regionale avanzato, che a sede a Trieste ed è quello intervenuto lunedì per gli accertamenti ambientali in via Timavo. Il Nbcr «effettua corsi e dispone di dotazioni specifiche, impiegati nelle verifiche», interviene ai confini per verificare transiti di carichi sospetti e anche nei porti. «Siamo sempre con la lancia in resta per la difesa della popolazione», conclude Granata.

Tornando al sindaco, in merito all’infortunio dei tre operai, esprime «solidarietà e affetto ai lavoratori e alle famiglie». Ritiene fondamentale la disponibilità di «misure di sicurezza per la tutela di ogni dipendente sul luogo di lavoro, che ha diritto di tornare a casa, finito il turno, sano e salvo come è partito la mattina». «È giusto ora - conclude Cisint - effettuare accertamenti e verifiche per capire cosa è successo e ciò compete a Polizia, Vigili del fuoco e Ispettorato del lavoro. Lo chiedono i cittadini, a loro tutela, e gli altri lavoratori». —



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