Cisint: «La politica rispetti di più le aziende e chi lavora»

Anna Maria Cisint, dirigente del Comune di Gorizia, consigliere comunale di opposizione a Monfalcone, è capolista alle Regionali per la lista Autonomia Responsabile per Tondo.
Cisint, perché è sfumato il suo incarico di assessore regionale alle Finanze al posto di Savino?
L’incarico di un mese non garantiva valore aggiunto al mio impegno politico di consigliere comunale a Monfalcone. Non avrei potuto incidere su temi importanti.
Suvvia, e il fuoco amico dove lo mettiamo?
Ho appreso dalla stampa di alcune contrarietà di esponenti del centrodestra. Ma non credo abbiamo condizionato il presidente.
Perché candida nella lista civica e non nel Pdl?
Sono orgogliosa di schierarmi per e in un nuovo centrodestra, basato sulla competenza e con mandato a tempo determinato, che guarda in primis all'obiettivo del territorio e non a logiche autoreferenziali. Avverto molto interesse tra chi incontro, soprattutto tra i giovani.
Cosa pensa della candidature del Pdl isontino?
Credo era il momento opportuno e giusto per lanciare un'idea politica diversa dal passato. Si è persa un’occasione. Bisognerebbe evitare la sommatoria di incarichi perché non si riesce a dedicare il tempo giusto ai veri problemi. Sprechiamo risorse importante se gli stessi stanno per troppo tempo al timone.
Come ci assicura che lei da consigliere regionale non chiederà i rimborsi degli scontrini?
Da dipendente non utilizzo il telefono del Comune di Gorizia e non chiedo rimborso per le missioni. Credo di essere una privilegiata, oggi più che mai, ad avere un posto di lavoro che ho meritato superando diversi concorsi pubblici. Tutti i benefit di supporto ad attività già retribuite non hanno ragione di essere.
Già fa capolino in Facebook la paranoica questione dell’appartenenza territoriale dei candidati. Come convincere i goriziani a votare una monfalconese?
Lascio ad altri queste elucubrazioni. Ho fatto proprie nel mio lavoro tre realtà assorbendo con amore le città e le problematiche dei luoghi dove ho operato. Per 11 anni a Grado: ho amato i gradesi e mi sono sentita parte di un sistema. E mi sento parte di Gorizia che ha molte potenzialità: pur nella ristrettezza di bilancio si sono fatti passi importanti. Mi sento profondamente coinvolta nel futuro della città. Per non parlare di Monfalcone dove vivo.
Interessante la sua intenzione di prendere voti anche a Grado. Fuoco amico in vista?
I cittadini hanno bisogno di sostegno a prescindere dai luoghi.
Possiamo dire che lei sta al Pdl come i renziani ai bersaniani?
Non forse al Pdl ma ad alcuni esponenti che mi vedono come fumo negli occhi. Ma tutti siamo d'accordo sull'obiettivo finale di far vincere Tondo.
Teme ancora i grillini dopo i primi passi incerti, per usare un eufemismo, in Parlamento?
Nel Fvg Galluccio rappresenta i grillini e dopo averlo ascoltato penso che non sia lui un’alternativa valida. Il futuro è fatto di sviluppo e idee e capacità di realizzarle.
Le priorità del suo programma.
Via gli investimenti dal blocco del Patto di stabilità: non pagare i fornitori di un ente pubblico non è da paese civile. Abbassamento della pressione fiscale: un consigliere regionale può proporre decreti attuattivi per arrivare, ad esempio, all’abolizione dell’Irap. Significa per le aziende possibilità di investire e di assumere. Rideterminare i parametri degli studi di settore per il commercio.
L'abbiamo vista passeggiare sulla nuova banchina dello scandalo del porto di Monfalcone.
Il porto è un punto essenziale dello sviluppo della provincia. Dobbiamo chiederci quale porto vogliamo per il futuro.
Lei quale vuole?
Un’unica autorità di controllo in sinergia con tutti gli scali dell’Adriatico.
E con le responsabilità dei fondali sballati come la mettiamo?
Correttamente la Corte dei conti deve indagare. Ma subito bisogna rivalersi verso chi ha sbagliato. Si facciano le verifiche e una volta individuate le responsabilità si chiedano i danni e si informino i cittadini con trasparenza. (ro.co.)
(Interviste già pubblicate con Diego Moretti Pd)
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