Cisint (Lega) attacca il Pd a Mestre: «Partito islamico, vuole portare Allah in Comune»
Nel mirino volantini elettorali in bengalese e iniziative rivolte agli elettori stranieri a Marghera. I dem replicano: «Tradurre è includere, la propaganda alimenta solo divisioni»

«Il Pd a Venezia è il nuovo partito islamico. Candida ed elemosina voti fra la comunità islamica bengalese in nome di Allah. Vogliono portare l’islamismo dentro le nostre istituzioni facendole entrare dalla porta principale per realizzare moschee e curare solo gli interessi dei radicalizzanti. Non glielo permetteremo».
Frontale l’attacco dell’onorevole Anna Maria Cisint _ questa mattina lunedì 27 aprile a Mestre dove ha tenuto una conferenza stampa nella sede della Lega con tutto il partito al gran completo _ al centrosinistra veneziano e in particolare al Pd, che apre uno scontro tra la Lega e i Dem.

I santini in bengalese e l’attacco ai candidati dem in municipalità a Marghera
Al centro, ancora una volta, ci sono la moschea, gli slogan del Carroccio che hanno fatto indignare le comunità islamiche _ non solo quelle bengalesi ma anche quelle che raccolgono i cittadini di tante altre nazionalità _ e soprattutto le locandine e i santini elettorali scritti in bengalese, contro le quali si scaglia la Lega, specialmente quelle dei candidati del Pd di Marghera, Begum Sumaya (la quale per prima ha denunciato la pubblicità leghista sugli autobus) e Abdul Mahade, i più intraprendenti e social.

In queste ore, i candidati del Pd in consiglio comunale e in terraferma, stanno organizzando riunioni su riunioni, incontri, all’aperto, in cinema, sale prese in affitto, per presentarsi alla cittadinanza e soprattutto ai connazionali.
Domenica il cinema Dante era sold out, sul palco i candidati dem del comune e delle municipalità. Sabato anche Venezia è Tua di Ugo Bergamo, che sostiene la coalizione di centrosinistra, ha presentato i candidati bengalesi, in consiglio e in municipalità, assieme ai due candidati turchi. In realtà, i volantini e i santini di invito al voto scritti solo in bengalese sono tanti, compresi quelli dell’Udc _ che sostiene invece il centrodestra _ e che domani 28 aprile, presenterà i suoi candidati bengalesi, in consiglio comunale e in municipalità.
«Vogliono portare Allah in consiglio comunale»
Ma La Lega va all’attacco del Pd.
«C'è equivoco di fondo», ha esordito oggi l’onorevole Cisint con al suo fianco il vicesindaco uscente Sergio Vallotto, «Non si può predicare libertà di espressione e criticare quelli che la libertà di espressione la difendono. La democrazia vale sempre o quando prevale il pensiero unico?».
Cisint se la prende con il Pd, la candidatura dei bengalesi e i santini in lingua: «E’ compatibile con la legge e la Costituzione avere dei volantini in cui si dice "votateci perché così portiamo Allah in consiglio comunale"? Dove si invita al voto promettendo di cambiare il piano regolatore per costruire moschee? L’obiettivo vero è entrare nelle istituzioni e grazie a questo cambiare le regole di ingaggio, ma agli amici del Pd gli dovete dire che oggi guadagneranno dei voti dagli islamici, domani gli islamici li elimineranno perché si fanno i partiti propri».
E ancora: «L’obiettivo del Pd è mantenere i voti della sinistra, che però si è scocciata di chi arriva da fuori e se li porta via, ma al contempo incassare i voti degli islamici e dei bengalesi».
E verso Martella: «Manderà avanti gli islamici, con volantini scritti non italiano, dove c’è la bandiera italiana a fianco a quella del Bangladesh (spoiler siamo in Italia) e dove parlano nella loro lingua. Se fai entrare la teocrazia dalla porta principale in consiglio comunale sei a un passo dal baratro».

Il Pd ribatte a tono “Chi non ha idee fomenta le paure, chi ha idee le traduce”
La sezione di Marghera del Partito Democratico, ha risposto a tono all'onorevole e soprattutto al post contro i santini dei candidati: «Fa più rumore la paura delle idee. Tradurre un volantino significa voler parlare con tutti. Chi vive di slogan, invece, non ha nulla da spiegare. Marghera merita rispetto, non propaganda».
E per ribadire il messaggio, è stato realizzato un nuovo volantino che i bengalesi stanno postando su tutti i social: «Quando hai idee le traduci. Quando non le hai, inventi paure».
Una battaglia a colpi di santini, volantini e anche manifesti realizzati con l’intelligenza artificiale, come uno degli ultimi, in cui si vede un bambini in primo piano, sullo sfondo una chiesa del centro storico e il volto triste, poi una scritta che riporta il suo pensieri: «Sono nato qui, ma dov’è il mio posto per pregare? I miei amici vanno in chiesa a pregare. E io? Perché nel mio Paese non ho un luogo dove pregare con loro?».
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