Cisint: «L’Unità Coronarica non si tocca»

Il sindaco chiede di non perdere il riferimento al San Polo. Telesca: «La scelta è Gorizia, su Monfalcone valuteremo»
Altran Monfalcone-15.07.2011 Ospedale S.Polo-Monfalcone-Foto di Katia Bonaventura
Altran Monfalcone-15.07.2011 Ospedale S.Polo-Monfalcone-Foto di Katia Bonaventura
«L’Unità Cardiologica non si tocca. Il San Polo non può permettersi di veder affluire il Servizio nell’Area dell’emergenza, a fronte peraltro di un Pronto soccorso in condizioni di criticità». Il sindaco Anna Maria Cisint non intende “mollare la presa”. Alla scelta tra Monfalcone e Gorizia lei pone lo “stop”: «Non si tratta di imbastire battaglie tra Monfalcone e Gorizia ma di criteri di sicurezza e di esigenze rapportate al territorio», sottolinea. Lo ha rappresentato all’assessore regionale alla Salute, Maria Grazia Telesca, mercoledì, quando l’ha incontrata a Trieste. Ciò che ha perorato con forza il sindaco, accompagnata dall’assessore comunale alla Salute, Sebastiano Callari, è una proposta articolata e complessiva. A sostenere la causa-San Polo, considerando la contestualizzazione dell’Unità coronarica ad altri Servizi indissolubilmente collegati, come ha evidenziato il primo cittadino, sono dati oggettivi. «Il mio ruolo di sindaco - ha chiarito la Cisint - è anche quello di tutelare la salute pubblica. Da questo principio si parte per portare avanti le istanze e le necessità dell’ospedale di Monfalcone». Insomma, non si tratta di politica, ed una «scelta non politica» è quella che il primo cittadino si aspetta dalla Regione. La Cisint, nel corso dell’incontro mercoledì, ha fornito all’assessore Telesca ulteriori elementi per illustrare il quadro delle criticità esistenti, frutto di «analisi e valutazioni tecniche». All’assessore Telesca ha quindi posto le sue richieste, anche in ordine agli investimenti, già contemplati nel piano dell’Azienda sanitaria Isontino Bassa Friulana, a partire dall’acquisizione della nuova risonanza magnetica, e al rimpinguamento di 6 milioni alla spesa corrente aziendale. Finanziamenti che la Cisint ha richiesto e si attende vengano assegnati nell’ambito dell’assestamento di bilancio regionale.

La questione dell’Unità Cardiologica rappresenta l’ulteriore fronte di preoccupazione, infilato nell’agenda delle urgenze e priorità dal sindaco. «Siamo contrari - ha spiegato - alla perdita del Servizio che verrebbe ridotto ad una sorta di “accorpamento” nell’Area dell’emergenza, che sta peraltro dimostrando di non funzionare, a fronte di situazioni al limite affrontate comunque grazie alla capacità professionale e agli sforzi del personale medico e infermieristico. L’aggregazione di un cardiologo nell’Area di emergenza significherebbe limitarne le funzioni ad una semplice consulenza». Il sindaco ha aggiunto: «Il San Polo, considerate le caratteristiche di Monfalcone, non può essere parificato ad un ospedale di base. Ciò che ho chiesto all’assessore Telesca è di assegnare al nostro ospedale un livello superiore». Sede baricentrica, fa notare il sindaco. Fondamentale quando si tratta di «patologie tempo-dipendenti» e di incidenza del rischio di mortalità. «L’Unità Cardiologica - ha aggiunto - nell’ultimo decennio ha trattato un numero di pazienti maggiore rispetto al Servizio goriziano, pur a fronte di 10 posti-letto rispetto ai 16 isontini. Nel 2016 sui 1.200 ricoveri registrati, metà sono insistiti su Monfalcone». Cisint propone piuttosto il mantenimento di entrambe le Unità Cardiologiche, guidate dall’attuale primario unico a Gorizia. Preannuncia quindi la formalizzazione di una proposta alternativa: «Riteniamo che vada riformulata l’organizzazione facendo riferimento a un piano organico di assistenza cardiologica in termini di degenza, ospedalizzazione e servizi ambulatoriali». Il sindaco ha chiesto inoltre un’implementazione dei posti-letto di degenza cardiologica sub-intensiva. Sottolinea la valenza dell’Unità Cardiologica contestualizzata nell’ambito di quelli che definisce i requisiti minimi: «Unità Coronarica, Area di emergenza, Chirurgia, Ortopedia e Punto Nascita sono condizioni essenziali ai fini dei requisiti di sicurezza. Confido in una risposta positiva da parte dell’assessore Telesca, ne sono convinta considerata anche l’attenzione dimostrata durante l’incontro». L’assessore Telesca, da parte sua, ha affermato: «L’Unità Cardiologica è prevista a Gorizia. Il sindaco Cisint ha manifestato perplessità sulla soluzione prospettata per Monfalcone. Tuttavia, ritengo che la soluzione per Monfalcone debba essere verificata e validata dai professionisti preposti, e comunque tutto rientra nell’organizzazione complessiva alla quale l’Azienda sanitaria sta lavorando».

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