Cisint: «Non si colpisce la persona o la religione Qui si tutelano le donne»

«Qui non si colpiscono né le persone né le religioni, semmai si viene in soccorso delle donne». Lo afferma la prima cittadina Anna Cisint commentando la recente affissione dei cartelli anti-burqa in...

«Qui non si colpiscono né le persone né le religioni, semmai si viene in soccorso delle donne». Lo afferma la prima cittadina Anna Cisint commentando la recente affissione dei cartelli anti-burqa in città, auspicando che altri enti si allineino. Già ad agosto l’ex sindaco leghista di Fogliano Antonio Calligaris aveva presentato una mozione per evitare l’accesso a qualsiasi ufficio regionale e ospedale di burqa o niqab, il velo islamico che copre l’intero corpo della donna, compreso il volto. «C’è stata una sentenza illuminante da parte di un giudice ordinario della Lombardia che ha confermato quanto si fa qui in Fvg e a Monfalcone – così il consigliere regionale Calligaris –, ma pure una sentenza della Corte europea sancisce che in determinati luoghi pubblici, come terminal e aeroporti, il volto travisato non può essere tollerato: il bene della sicurezza affievolisce i diritti religiosi». «Il tema – sempre il leghista – è molto sentito anche in Friuli e nel Pordenonese, dove la presenza di donne velate è forte».

A Monfalcone, invece, mamme e giovani in burqa e niqab certamente rappresentano una minoranza rispetto alla più vasta comunità musulmana. «Ad ogni modo – prosegue Calligaris – non si tratta di un atto discriminatorio, vale infatti anche per i cristiani bardati con sciarpa fin sotto il naso e cappello, casco o passamontagna. Determinante sarebbe ora un intervento legislativo dello Stato, per modificare questa cosa che si è incancrenita, cioè l’obbligo indipendentemente dalle situazioni di rispettare le religioni». «Per noi – conclude – si tratta anche di tutelare i diritti delle donne di andare in giro senza veli, altrimenti è inutile fare battaglie per il 25 novembre».

Sia secondo Calligaris che Cisint, è «capitato che nel mondo terroristi si vestissero da donne bardate per svolgere le loro azioni», di qui la «necessità di privilegiare la sicurezza per la pubblica incolumità». «Non è vero che la nostra è una zona tranquillissima – termina Cisint –: come dice il Questore, persona che ne sa, l’attenzione a Monfalcone è massima». –

Ti. Ca.

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