Citofonano ai carabinieri: «Siamo richiedenti asilo»

/ Gradisca
Rotta balcanica, è emergenza totale anche sul confine goriziano. Altri 9 migranti, tutti di nazionalità pakistana, sono stati rintracciati ieri mattina dai carabinieri della Compagnia di Gradisca d’Isonzo nel territorio del comune di Cormons. Nella fattispecie, sette di loro sono stati individuati nei pressi della stazione ferroviaria, mentre i restanti due stranieri sono stati intercettati in prossimità del negozio “Risparmio Casa”, lungo via Vino della Pace.
Rinvenuti in condizioni psicofisiche discrete e di sesso maschile, fra loro c’era anche un minore. Per il gruppetto di asiatici si apre ora un periodo di quarantena nell’apposito “villaggio” composto da tende e casette prefabbricate nell’area del Cara e del Cpr di Gradisca. Il rintraccio dei 9 pakistani fa il paio con quello – della stessa entità numerica – avvenuto sempre nella località collinare nei giorni scorsi, lungo la tratta ferroviaria. Nei giorni scorsi individuati anche 70 migranti a Basovizza e 32 stipati in un camper sorpreso alla barriera del Lisert. Ma i numeri sono ancor più alti, come fa sapere la comandante della Compagnia Carabinieri di Gradisca, il capitano Barbara Salvo. «Nell’ultima settimana abbiamo intercettato una trentina di migranti sul territorio – commenta –. Un numero importante, ma quello dei colleghi di Gorizia è ancor più elevato». E non manca una curiosità: nei giorni scorsi non c’è stato neppure bisogno della normale attività di presidio del territorio per rintracciare un gruppetto di stranieri che ha addirittura suonato il campanello della Stazione dell’Arma per chiedere aiuto.
Quel che è certo è che la situazione ora è rovente all’ex caserma “Polonio”, dove tutte e tre le realtà che convivono in un equilibrio sottilissimo – Cpr, Cara e “villaggio quarantene” spalmato all’esterno delle due strutture – sono abbondantemente sotto pressione. Se al Cara si rimane sulle 180 presenze e la struttura temporanea di isolamento preventivo con questo trend vedrà presto nuovamente riempiti i suoi 60 posti disponibili, l’atmosfera non è certo delle migliori al Cpr.
Il “carcere” per irregolari in attesa di espulsione in queste ore è un autentico porto di mare. Riprendono infatti, seppure a singhiozzo, le operazioni di rimpatrio dei clandestini. Quest’oggi un gruppo di 13 nordafricani sarà accompagnato su un volo charter – con partenza da Torino e scalo a Palermo – per il definitivo allontanamento dal Paese. «Questo però non comporterà un alleggerimento delle presenze al Cpr – fa sapere Giovanni Sammito, del sindacato di polizia Siulp – dal momento che siamo già stati messi a conoscenza dell’arrivo di altri 14 irregolari. È insomma un continuo travaso e una continua emergenza, che le forze dell’ordine affrontano con senso di responsabilità nonostante immani carenze di personale».
Il questore di Gorizia, Paolo Gropuzzo, avrebbe rinnovato a Roma la richiesta di rinforzi al personale per l’attività di vigilanza al Cpr e per l’Ufficio immigrazione. E non manca il problema della convivenza fra “irregolari” dal diverso vissuto personale: non solo persone provenienti dal circuito carcerario o clandestini intercettati sul territorio, ma sempre più persone sono destinate ai Cpr dopo essere sbarcate dal Mediterraneo. «Una miscela che rischia di essere esplosiva», denunciano i sindacati di Polizia. In queste ore l’ex Polonio ha spalancato i cancelli anche ad un migrante marocchino proveniente da Piacenza e che ad un quotidiano emiliano aveva denunciato alcuni presunti abusi subiti nell’ormai famigerata caserma di via Caccialupo, quella dei “carabinieri infedeli” assurti in questi giorni al (dis)onore delle cronache. –
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