Colazioni al bar e regali Migliaia di fatture ai raggi x

Nel mirino della Procura 884mila euro usati dai gruppi per spese di rappresentanza Dalla Costa: «Controlleremo gli scontrini uno a uno». Avvisi di garanzia in arrivo
Lasorte Trieste 04/12/08 - Michele Dalla Costa, Procuratore, Tribunale
Lasorte Trieste 04/12/08 - Michele Dalla Costa, Procuratore, Tribunale

TRIESTE. «Ogni scontrino dei consigieri regionali sarà controllato attentamente. Cercheremo di capire fin da subito quali siano state le spese illegittime spacciate come rappresentanza e agiremo di conseguenza».

Le parole, secche e perentorie, sono del procuratore capo Michele Dalla Costa. Nelle prossime ore deciderà a quale dei suoi sostituti del gruppo dei reati contro la pubblica amministrazione (Lucia Baldovin, Massimo De Bortoli, Federico Frezza) affidare quello che è sicuramente uno dei fascicoli più delicati degli ultimi anni. Anche perché il rischio concreto è che la “bomba” giudiziaria riguardante sia i gruppi di maggioranza che di opposizione scoppi proprio alla vigilia delle elezioni con l’invio delle conseguenti informazioni di garanzia. Accusa ritenuta probabile è quella di peculato. Ma in alcuni casi potrebbe anche essere quella di truffa. Un terremoto annunciato, si dice, non troppo dissimile a quello che si è scatenato al Pirellone o ha travolto la Regione Lazio.

Nel dossier relativo agli 884mila euro di spese di rappresentanza (in totale sono cinque faldoni) consegnato a Dalla Costa da parte dei finanzieri inviati dal procuratore contabilwe Maurizio Zappatori, per esempio ci sono - così si è saputo - le ricevute di costose serate in discoteca trascorse a ballare e a divertirsi e poi messe in conto alla Regione. Ma ci sarebbero anche gli scontrini che testimoniano l’acquisto di oggetti definiti, dagli investigatori, assolutamente personali, privati e che nulla hanno a che vedere con l’attività politica del consigliere per i quali ha chiesto il rimborso. E poi anche pranzi, cene e consumazioni al bar.

Si parla insomma sempre più insistentemente di palesi ed evidenti irregolarità diffuse riguardanti le spese di rappresentanza effettuate senza alcuna motivazione. Quali oggetti personali? «Sono verifiche che dovranno essere effettuate dal pm incaricato. Ma dovrà anche essere effettuato un opportuno controllo contabile», glissa prudentemente la domanda il procuratore capo. E poi ripete: «Controlleremo con la massima attenzione tutti i documenti che la procura della Corte dei conti ha inviato».

Gli investigatori della Tributaria hanno effettuato nelle scorse settimane un lavoro certosino. Ogni documento contabile acquisito nella sede dei gruppi consiliari della Regione è stato fotocopiato e vidimato dal capogruppo di quella specifica forza politica. Poi è stato fatto un elenco in cui sono state riportate non solo l’importo ma anche il nome del negozio, del ristorante o del locale o dell’agenzia, l’importo, il tipo presunto di merce a cui fa riferimento il documento contabile e ovviamente la data di emissione.

Nei prossimi giorni il primo passo degli investigatori sarà quello di verificare sul campo la corrispondenza tra i dati riportati sugli scontrini sequestrati e la realtà. Così verosimile ipotizzare che almeno per quanto concerne i casi ritenuti più paradossali e quantomeno bizzarri i finanzieri accerteranno direttamente sul campo gli acquisti. E indirettamente risaliranno agli autori delle spese disinvolte per poi averne il riscontro dalla documentazione relativa ai rimborsi veri e propri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo