Collio autoctono: un vino declinato in quattro modi

Cantina Produttori, Edi Keber,  Terre del Faet e Muzic lanciano assieme le loro interpretazioni dell’uvaggio composto  da Ribolla, Malvasia e Friulano
M.f.

Cormons

L’unione fa la forza. È il concetto alla base del nuovo progetto “Collio Doc Vino da uve autoctone” presentato nell’ambito di Enjoy Collio Experience ad una platea di giornalisti italiani e stranieri nella sede della Cantina Produttori. Sono quattro le aziende promotrici dell’iniziativa. Insieme alla cooperativa diretta da Alessandro Dal Zovo ci sono le cantine Edi Keber e Terre del Faet di Cormons e Muzic di San Floriano.

Il giornalista e storico del vino Stefano Cosma ha introdotto i lavori, a cui hanno presenziato per le quattro aziende coinvolte lo stesso Dal Zovo, Kristian Keber, Andrea Drius e Fabijan Muzic, con una relazione sul Collio Bianco o Colliano, da sempre l’uvaggio del Collio fatto con Ribolla gialla in quantità maggiore e poi con altre uve autoctone. «Dopo la Grande Guerra – ha spiegato Cosma – fu dato maggior spazio alla Malvasia istriana e al Tocai friulano, che divennero gli altri due componenti del Bianco del Collio, assieme alla Ribolla gialla. Queste erano infatti le varietà previste nel disciplinare del Collio approvato nel 1968». Le percentuali per fare il Collio Bianco sono state cambiate all’inizio degli anni Novanta, mantenendo le tre varietà – Ribolla gialla, Malvasia istriana e Tocai friulano – ma permettendo a tutte di essere fra il 15 e il 55%. «Alcuni anni dopo c’è stata la modifica che permette tutt’ora di utilizzare a piacimento varietà e percentuali: più spazio alla creatività dei produttori, ma meno riconoscibilità», ha aggiunto Cosma. Perciò Keber, Muzic, Drius e la Cantina Produttori hanno deciso di proporre il “Collio Doc Vino da uve autoctone”: con l’utilizzo della bottiglia Collio Collio, l’uscita del vino dopo almeno 18 mesi dalla vendemmia, la presenza delle tre varietà – Ribolla gialla, Malvasia (istriana) e Friulano – con prevalenza di quest’ultimo, la possibilità di affinamento in legno ed altre regole di autodisciplina.

Ognuno ha presentato il proprio Collio Vino da uve autoctone, tutti annata 2019, con particolari annotazioni storiche. —



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