Coltelli e traffico di vestiti griffati: ecco gli affari segreti dei maranza

Le rapine di venerdì svelano il giro criminale dei gruppi di minorenni: controlli di polizia al McDonald’s. Aumentano le risse e i furti in casa

Gianpaolo Sarti
L’ingresso delle Torri d’Europa, dove si è verificata la seconda rapina
L’ingresso delle Torri d’Europa, dove si è verificata la seconda rapina

Le due rapine avvenute venerdì sera nell’arco di due ore sul molo Audace e in via Svevo a Trieste – di cui una messa a segno e l’altra “solo” tentata e finita in minacce – preoccupano e non poco le forze dell’ordine. Tanto più dopo gli altri episodi violenti, come le risse e gli atti vandalici, che si sono susseguiti nelle ultime settimane. E a ciò si aggiungono pure i furti nelle case, come dimostrano le recenti indagini della Polizia e dei Carabinieri.

Il fenomeno della criminalità dei maranza si è ormai radicato anche a Trieste. Anche perché non investe solamente i gruppi di minori stranieri ospiti dei centri di accoglienza e gli stranieri di seconda generazione, ma si sta sempre più allargando anche tra gli adolescenti triestini, affascinati dai coetanei che si atteggiano a piccoli criminali.

Doppia rapina dei maranza a Trieste: presi dalla Polizia, ma subito rilasciati
La radice del molo Audace, dove è avvenuta la rapina (Lasorte)

E in tanti di questi ragazzi, ora, stanno prendendo l’abitudine di girare armati di coltello. Lo dimostrano i due episodi di venerdì sera: alle 20.30, nei pressi del molo Audace due adolescenti sono stati avvicinati da una coppia di maranza. Uno impugnava un coltello e ha costretto una delle due vittime a togliersi il giubbotto di marca che indossava (un Blauer nero) e a consegnarlo.

I Carabinieri stanno ancora lavorando per ricostruire con precisione quanto avvenuto. Con molta probabilità la coppia di delinquenti (uno è uno straniero di seconda generazione, l’altro è un triestino: entrambi sono minori) è la stessa segnalata un paio di ore più tardi in via Svevo, nei pressi del centro commerciale “Torri d’Europa”, dove un altro ragazzino, poco dopo le 22, è stato approcciato da due maranza che corrispondono alla descrizione fornita dagli adolescenti rapinati sul molo Audace. Uno dei due criminali, peraltro, aveva con sé il giubbotto Blauer nero sottratto poco prima.

La coppia di maranza puntava a derubare pure il ragazzino incontrato in via Svevo vicino al centro commerciale. Ma lui ha risposto ai due sconosciuti che avrebbe allertato il 112. E così ha fatto, consentendo alle volanti di piombare immediatamente sul posto. I due delinquenti, prima dell’arrivo degli agenti, hanno reagito minacciando la vittima: «Chiama la Polizia, noi poi ti aspettiamo fuori con i coltelli e ti togliamo la giacca e le scarpe», così si è sentito dire l’adolescente.

Anche in questo secondo episodio emerge che l’intenzione di questi maranza armati era quella di sottrarre dei vestiti, come accaduto due ore prima sul molo Audace. Circostanza, questa, che conferma la tendenza, da parte delle gang giovanili, di puntare soprattutto ad appropriarsi di abiti e scarpe di marca. Cercano questo, in genere, prima ancora del denaro.

Il motivo? Sia per ottenere ciò che non si possono permettere, sia per rivendere quanto rubano. Tra i maranza c’è infatti un giro considerevole di articoli griffati: giubbotti, pantaloni, maglie, tute, cappellini, borselli, cinture e scarpe frutto delle rapine. Ricettazione, in buona sostanza.

Venerdì sera, peraltro, i controlli straordinari ad alto impatto eseguiti dalle forze dell’ordine in modo congiunto (hanno operato insieme la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Polizia locale e la Guardia di finanza), si sono focalizzati in particolare sugli ambienti frequentati dai gruppi di minorenni: le piazze, ma anche il Mc Donald’s di piazza Goldoni.

L’attenzione delle forze dell’ordine su questo nuovo spaccato delle realtà criminale triestina è alta. La Questura, peraltro, considerando l’età dei minori e il fatto che alcuni episodi si verificano nelle scuole e all’esterno (sono stati documentati anche pestaggi), intende promuovere un’attività di prevenzione all’interno degli istituti scolastici in collaborazione con i docenti.

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