Doppia rapina dei maranza a Trieste: presi dalla Polizia, ma subito rilasciati

Primo episodio sul molo Audace con un minore costretto a spogliarsi e a consegnare la giacca. Poi il colpo in via Svevo dopo le minacce con il coltello

Gianpaolo Sarti
La radice del molo Audace, dove è avvenuta la rapina (Lasorte)
La radice del molo Audace, dove è avvenuta la rapina (Lasorte)

Non è la “bravata” di una sera, ma una vera e propria rapina armata. Peraltro tentata anche un’altra volta, poco dopo, nel giro di un paio d’ore. Passeranno seri guai giudiziari – con le spese legali nelle spalle dei genitori – i due maranza, entrambi minorenni, che venerdì sera giravano armati di coltello tra il centro e la periferia. Hanno terrorizzato tre adolescenti, costringendo uno a spogliarsi in strada e a consegnare il giubbotto che indossava.

Tutto comincia attorno alle 20.30 alla base del molo Audace. In quel momento è buio e non c’è gente attorno. I due maranza, uno triestino e l’altro straniero di seconda generazione, hanno bene in mente cosa fare. A un certo punto vedono arrivare altri due adolescenti: si avvicinano e, con una scusa qualunque, li approcciano.

Poi uno dei maranza all’improvviso estrae dalla tasca un coltello e lo punta addosso all’adolescente che indossa un giubbotto di marca. «Dammelo, dammelo», gli dice, obbligandolo a toglierselo. Lui e l’amico non reagiscono perché hanno una lama a pochi centimetri.

Il ragazzino, comprensibilmente impaurito, si toglie la giacca – un Blauer nero – e la dà al criminale. La coppia di malviventi poi si allontana subito verso la stazione ferroviaria e fa perdere le proprie tracce.

I due adolescenti chiamano il 112. Sul posto, nell’arco di pochi minuti, interviene una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Scorcola. I ragazzini rapinati riescono a fornire una descrizione dei maranza da cui sono stati aggrediti: sono entrambi minori; uno è di colore, è alto e indossa un giubbotto blu. L’altro è di statura più bassa e veste di nero. Come verrà confermato poco dopo, il primo è uno straniero di seconda generazione, mentre l’amico è triestino.

Partono le ricerche in tutta l’area limitrofa, compresa piazza Libertà, ma senza esito. I Carabinieri, nel frattempo, avvisano le famiglie dei due minorenni rapinati.

La pattuglie proseguono gli accertamenti a caccia della coppia di delinquenti. Ma niente. Fintano che, attorno alle 22.30, arriva un’altra segnalazione. Ma stavolta non dal centro, bensì da una zona più periferica della città: da via Italo Svevo. I due maranza, infatti, fino a quel momento hanno continuato a gironzolare a caccia di altre vittime. E una l’hanno trovata. O perlomeno hanno pensato di averla trovata.

Sono le 22.18. Tra il civico 14 e 16 di via Svevo, nei pressi del centro commerciale “Torri d’Europa”, i due si imbattono in un altro ragazzino. Lo fermano con l’intenzione di derubarlo, mostrando il coltello che un paio di ore prima avevano usato sul molo Audace. La vittima, anche lui un minore, risponde che avrebbe chiamato la Polizia. I maranza, con piglio arrogante, ribattono: «Chiama la Polizia, noi poi ti aspettiamo fuori con i coltelli e ti togliamo la giacca e le scarpe».

Questo delle rapine armate ai danni degli adolescenti, minacciati con un’arma e fatti spogliare dai coetanei, è ormai un modus operandi tipico della criminalità maranza. Numerose indagini in altre zone dell’Italia, soprattutto al Nord, hanno confermato che il fenomeno sta dilagando. Ci sono i pestaggi, in cui i malcapitati vengono derubati di cellulari e orologi. O si vedono strappare dal collo le collanine che indossano: succede anche questo. E poi, appunto, ci sono i furti di abiti e scarpe. Una tendenza criminale che si sta radicando anche a Trieste.

Ma qualcosa venerdì sera è andato storto: il ragazzo minacciato ha chiamato rapidamente il 112. E una volante è riuscita a rintracciare la coppia di malviventi in poco tempo. Uno dei due aveva con sé il giubbotto nero Blauer sottratto nella rapina precedente e un coltello. Sul posto sono piombati dunque anche i Carabinieri di Scorcola impegnati nelle ricerche dei rapinatori.

I due maranza sono stati portati al Commissariato di San Sabba per le procedure di identificazione Sono stati denunciati per il reato di minaccia. Gli agenti li hanno poi accompagnati a casa, dalle rispettive famiglie. Non si sa come abbiano reagito i genitori. Quel che è certo è che dovranno prepararsi a un lungo (e dispendioso) iter giudiziario. Ed, evidentemente, anche rieducativo. I Carabinieri in queste ore stanno lavorando per raccogliere tutti gli elementi e le informazioni necessari per essere certi che i due siano gli stessi autori della rapina andata in scena sul molo Audace.

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