Trieste, alunno delle medie estrae un coltello a scuola per spaventare gli studenti più piccoli

Il dirigente scolastico chiama i carabinieri e le famiglie si sono dette preoccupate: «Andava fatto di più». La lama di 20 centimetri è stata sequestrata e il ragazzo messo in punizione

Laura Tonero

Durante la ricreazione, nei bagni della scuola, uno studente della seconda media ha estratto un coltello dalla lama lunga circa venti centimetri, intimorendo gli altri alunni. È accaduto lo scorso mercoledì, nei servizi igienici al secondo piano della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo della divisione Julia di viale XX Settembre. È evidente come l’episodio abbia alimentato la preoccupazione dei genitori, degli altri alunni e del personale della scuola, anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca. L’arma è stata sequestrata dai carabinieri.

Gli studenti che hanno assistito alla scena sono corsi ad avvisare i loro insegnanti, che a loro volta hanno allertato la presidenza. Stiamo parlando di ragazzi minori, tra gli 11 e i 13 anni, che spaventati hanno quindi chiesto aiuto, informando anche i propri familiari. Sulla chat dei genitori da quel momento la questione ha tenuto banco.

Il dirigente di quell’istituto, Giovanni Busacca, assicura che «la scuola si è attivata subito» – spiega –: «intorno alle 15 abbiamo allertato le forze dell’ordine», sono intervenuti i carabinieri, e all’indomani abbiamo nuovamente chiesto un supporto affinché venissero fatti dei controlli per garantire le condizioni di massima tranquillità e che l’alunno non fosse in possesso di altre armi bianche. In quel caso è intervenuta invece la polizia».

Già, perché lo studente in questione il giorno successivo si è ripresentato serenamente in aula, tra lo sconcerto ovviamente dei compagni di classe e delle loro famiglie.

Va precisato che il dirigente e il personale non possono perquisire un alunno, non possono frugare nelle sue tasche o nel suo zaino. Il Consiglio di classe giovedì però ha provveduto ad adottare nei confronti dell’alunno che aveva esibito il coltello una sanzione disciplinare. Così, «è stato allontanato dalla classe» – spiega il dirigente scolastico – ma, come previsto dalla nuova normativa, non dalla scuola. È stato affidato a svolgere servizi alternativi, sociali, a scuola, gestito da altri operatori dell’istituto. «Restiamo comunque in contatto con le forze dell’ordine».

I genitori degli alunni di quella scuola media – non forniamo i nomi a tutela dei figli minori – riferiscono però di essere stati loro «a stimolare quei provvedimenti», e chiedono «maggior puntualità e rigore nella gestione di questi episodi»: lo studente «andava fatto prelevare a scuola subito dai suoi genitori», contestualmente al ritrovamento del coltello – sostengono – mentre i carabinieri sono stati fatti intervenire nel pomeriggio e il ragazzo è uscito dalla scuola a orario regolare. E ancora: «Il giorno successivo non doveva tornare in classe», mentre solo dopo che «noi genitori abbiamo fatto quadrato» sono stati presi dei provvedimenti. Per i genitori «la reazione deve essere immediata e incisiva», per la sicurezza di studenti e personale, ma anche «per dare un segnale importante».

«Ci siamo attivati subito, nella stessa giornata» – ribadisce il dirigente – anche per dare un segnale chiaro e far capire la gravità dell’episodio. Il minore all’indomani stesso, come detto, è stato raggiunto da sanzione disciplinare. «Anche oggi abbiamo avuto un contatto con le forze dell’ordine» per valutare insieme la situazione.

L’emergenza dei giovani, anche minori, che girano armati di coltelli è uno dei temi caldi al vaglio del governo, e tocca ovviamente da vicino il mondo della scuola. È stata avanzata l’ipotesi di installare metal detector all’ingresso degli istituti. Cosa altro potrebbe servire alle scuole per affrontare il fenomeno nella maniera più efficace possibile? «Una collaborazione massima con le forze dell’ordine» – così Busacca – perché come dirigenti scolastici «possiamo usare solo strumenti di prevenzione e sensibilizzazione». «Serve ormai un supporto continuo».

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