Con le guide del Fai a scoprire l’arte dentro il municipio di Trieste

Le visite il 16 dicembre con prenotazione. Il sindaco Dipiazza: «Un’occasione unica»

Francesco D. Severi
La presentazione dell’iniziativa “VisitiAMO il Municipio”. Foto di Francesco Bruni
La presentazione dell’iniziativa “VisitiAMO il Municipio”. Foto di Francesco Bruni

TRIESTE Permettere ai cittadini di entrare in stanze del Municipio solitamente aperte solo agli addetti ai lavori potendone apprezzare l’immenso valore artistico è il fine di “VisitiAmo il Municipio”, la giornata dedicata alle visite gratuite di palazzo Cheba organizzata per sabato 16 dicembre da Comune e Fai Trieste.

I visitatori potranno così ammirare la sala del Consiglio comunale dominata dalla maestosa tela di Cesare Dell’Acqua “La prosperità commerciale di Trieste”, ma anche la Galleria dei sindaci e il Salotto azzurro con “L’allegoria della navigazione” di Hans Makart, oltre a vedere coi propri occhi molti documenti forniti dall’Archivio generale ed esposti nella sala del Consiglio.

«Questo progetto riprende le visite del Fai di ottobre che avevano avuto grande successo – così Lorenzo Bandelli, direttore del dipartimento Innovazione del Comune – per illustrare le meraviglie di questo palazzo. Lo staff ha lavorato con grande entusiasmo per l’evento, e sono certo che chi verrà non rimarrà deluso». Saranno 6 i gruppi a numero chiuso di 40 persone che potranno partecipare solamente tramite prenotazione (effettuabile da oggi e fino al 14 dicembre sia online sulla pagina del Comune dedicata all’evento, sia “offline” recandosi allo sportello di via Punta del forno) nelle altrettante fasce orarie pensate dagli organizzatori: tre al mattino, alle 10, 11 e 12, e tre al pomeriggio, alle 14.30, 15.30 e 16.30, con ritrovo fissato un quarto d’ora prima all’entrata del Municipio.

A fare da guide saranno i giovani del Fai Trieste, protagonisti dell’iniziativa accolta con entusiasmo dal sindaco Roberto Dipiazza che l’ha definita «un’occasione unica per entrare in luoghi dal valore inestimabile dove si è scritta la storia della nostra città».

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