Confronto Arvedi-sindacati sul futuro dei dipendenti
La riconversione della Ferriera non produrrà alcun esubero. Questo l’elemento principale emerso durante il primo incontro operativo sull’Accordo di programma tra gruppo Arvedi e sindacati. Nella sede di Confindustria, alla presenza di Alessandro Carta, responsabile dell’area lavoro e relazioni industriali del gruppo e del capo del personale dello stabilimento Alessia Zeppa, il responsabile delle risorse umane Gabriele Almi e il consulente Giampiero Castano hanno incontrato i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim Cisl e Usb. L’obiettivo è il passaggio dei dipendenti dagli attuali 487 ai futuri a 417 attraverso prepensionamenti, esodi volontari o trasferimenti su base volontaria in altri stabilimenti del gruppo. Già la prossima settimana verrà presentata alle sigle sindacali la bozza di un accordo. Arvedi ha comunque garantito l’assenza di licenziamenti.
È stato poi confermato un ritardo nell’avvio delle procedure a causa dell’emergenza Covid e alla necessità di risolvere alcune questioni contrattuali sulle proprietà dei terreni. Il progetto di ampliamento del laminatoio è pronto e la prossima settimana si avvierà l’interlocuzione con la Regione per i corsi di formazione dei dipendenti.
«Bisogna stare attenti - spiega Umberto Salvaneschi Fim Cisl - alla questione tempo in quanto serve che si concretizzino nei fatti gli atti già previsti dagli accordi sindacale e di programma. Prima si partirà con l’operatività e prima potremo stare tranquilli». I lavoratori dell’area a caldo sono in cassa integrazione e la durata massima è di tre anni. Non si sbilancia Marco Relli della Fiom Cgil. «Siamo ancora in una fase interlocutoria e non abbiamo elementi ulteriori. Un giudizio potrà arrivare una volta completato l’accordo rispetto alle uscite visto che al momento mancano i contenuti anche economici. Il resto è ancora tutto un percorso da completare». Sasha Colutti di Usb definisce importante «la volontà della proprietà di non licenziare nessuno in modo coatto. Attendiamo sviluppi sulle attività della newco e vogliamo capire come verrà gestita contrattualmente quella fase».
Intanto il consigliere regionale di Open Fvg Furio Honsell attacca sul caso dei lavoratori interinali rimasti a casa: «La Regione ha voluto la chiusura dell’area a caldo facendosi garante del mantenimento dei livelli occupazionali e ora dovrebbe intervenire in modo attivo». Sul tema è intervenuta l’assessore al Lavoro Alessia Rosolen, specificando che grazie alla Regione gli interinali hanno avuto accesso al sostegno al reddito. «Siamo poi in attesa del protocollo Mise-Fincantieri annunciato dal ministro Patuanelli. L’unica cosa che conta è dare risposta ai lavoratori, senza tuttavia lasciare che passino messaggi ingenerosi e». Rosolen ha poi ricordato la costante interazione degli uffici con i 66 ex interinali di cui 10 hanno già trovato nuova collocazione, 44 hanno partecipato al laboratorio iniziale e 33 hanno già svolto il colloquio specialistico e altri 10 quello 10 con Fincantieri. —
a.p.
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