Consegnate a Mastro Toni le chiavi di Fiume

FIUME. Rullo di tamburi, maschere che impazzano, tanti fantocci appesi a vari pali, scorribande dei rumorosi scampanatori (zvon›ari in croato). Il Carnevale ha vissuto il primo dei suoi tre weekend, un Carnevale molto corto e per tale motivo ancora più intenso rispetto agli anni precedenti, quando poteva sfogarsi per almeno un mese.
Nella regione di Fiume (in Istria un po’ meno) la tradizione carnevalesca è assai radicata, sia nelle grandi città che nei centri minori, isole di Veglia, Cherso, Lussino e Arbe comprese. Nei giorni scorsi a Fiume c’è stata la consegna a Mastro Toni – in rappresentanza delle maschere – delle chiavi della città a opera del sindaco Vojko Obersnel, “destituito” fino al termine del periodo più pazzo e divertente dell’anno. In pratica le maschere hanno assunto il potere in città, dove daranno vita a una lunga serie di eventi in costume. Il momento clou sarà naturalmente quello della maxisfilata internazionale in programma domenica 7 febbraio. Agli organizzatori della kermesse è pervenuta l’adesione di ben 112 gruppi mascherati, per un totale di almeno 10 mila partecipanti.
È stata annunciata la partecipazione di gruppi di Fiume, del Quarnero, Istria, Dalmazia, di gran parte della Croazia, di Italia, Slovenia, Serbia, Macedonia e Montenegro. La sfilata fiumana viene considerata la terza più massiccia al mondo dopo Rio de Janeiro e Viareggio. Tra i partecipanti anche la Comunità degli Italiani di Fiume, che vedrà i connazionali sfilare assieme agli amici di Este, con i quali hanno una pluridecennale collaborazione. Circa 120 le persone che si riuniranno attorno al carro allegorico della Comunità e di Este, con tema proposto “I figli dei fiori”. Il divertimento è assicurato.
Non sarà da meno l’asburgica Abbazia, con l’evento centrale in programma domenica prossima, 31 gennaio, quando si terrà la tradizionale Balignerada, la gara dei carri poggianti su cuscinetti a sfera. Seguirà la sfilata con riflettori puntati sulla rinomata società carnevalesca abbaziana Lumber che celebra i 50 anni di vita, essendo stata istituita nel lontano 1966 da un gruppo di entusiasti, i cui seguaci mantengono vive le tradizioni carnevalesche della regione liburnica.
La chiusura più importante del Carnevale, per il Mercoledì delle Ceneri (10 febbraio), è a Draga di Moschiena, dove in riva al mare vi è la tradizione del lancio (simbolico) del Gobo verso la luna. Come ormai avviene da quasi mezzo secolo, il Gobo viene processato pubblicamente e condannato perché ritenuto colpevole di tutti i mali che ci hanno accompagnato durante il 2015. Alla cerimonia assistono puntualmente migliaia di persone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








