Contributi, è bufera sul Polo liceale di Gorizia

«Quei contributi sono volontari e non obbligatori. Lo ripeterò sino a che avrò fiato».
Non molla Giuseppe Cingolani e risponde alla “sua” preside, la dirigente del Polo liceale in cui lui stesso insegna. «È un problema reale quello del contributo scolastico chiesto alle famiglie che nelle scuole superiori di Gorizia va dagli 80 ad oltre 100 euro: un peso notevole soprattutto per chi risente maggiormente della crisi. Nella sua risposta, la dirigente insiste su ciò che non avevo messo in dubbio: i soldi sono spesi per attività utili alla scuola. Ma evita di affrontare il punto cruciale: le scuole, temendo un calo dei versamenti, spesso non adempiono al loro dovere, richiamato più volte dal Ministero, di informare chiaramente le famiglie sull’assoluta volontarietà del contributo. Anzi mettono in atto una comunicazione ingannevole, inducendo a credere che il contributo sia obbligatorio al pari delle tasse scolastiche, o che sia necessario per accedere all’iscrizione».
Specifica Cingolani: «Il ministero dell’Istruzione ha invece ribadito più volte che bisogna “tenere ben distinti i contributi scolastici dalle tasse scolastiche”, e che, per gli anni successivi al primo, l’iscrizione deve essere automatica: nessun modulo d’iscrizione va consegnato alle famiglie assieme al bollettino per il versamento del contributo scolastico (note ministeriali 312 e 593 del marzo 2012 e 2013). Queste indicazioni sono del tutto ignorate in certe scuole. Ad esempio sul modulo per l’iscrizione all’anno scolastico 2013-2014 del Polo liceale, consegnato recentemente agli alunni dalla prima alla quarta classe, il contributo scolastico compariva esplicitamente sotto la voce “tasse scolastiche”, assieme alle tasse erariali. Nella circolare interna 120 dell’11 gennaio scorso, indirizzata a genitori e alunni e scaricabile dal sito della scuola, la dirigente afferma per tre volte che “non sono previsti esoneri dai contributi scolastici interni”. Cosa possono capire le famiglie, se non che l’obbligo di pagare è inderogabile?»
Aggiunge il consigliere comunale del Pd: «Mi è stato rimproverato il fatto che, in seguito al mio intervento sul giornale, alcuni genitori hanno telefonato alla scuola chiedendo il rimborso del contributo versato. Ma ciò prova che il mio intervento era inopportuno, o che quelle famiglie si sono sentite effettivamente ingannate? È certamente grave che lo Stato tagli alle scuole i fondi vitali, ma è inaccettabile che le scuole ricorrano a richieste fuorvianti pur di incassare dalle famiglie: ciò lede il diritto costituzionale all’istruzione gratuita».
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