Controlli ai confini, il ministro Piantedosi: «Andiamo avanti»
La conferma dopo il forum Med 9 di Rovigno: l’obiettivo è di lavorare a una più efficace gestione dei confini esterni dell’Unione europea

La strategia comune sulla sicurezza e sulla gestione dei flussi migratori nel bacino mediterraneo, il tema cruciale del vertice dei ministri degli Interni dei Paesi del gruppo Med 9 (Croazia, Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta e Slovenia), che si è concluso ieri a Rovigno. La finalità principale dell’organismo è proprio l’adozione di posizioni comuni su temi di interesse strategico, in particolare nella protezione delle frontiere esterne dell’Ue.
Il gruppo Med 9 rappresenta circa il 40% del territorio comunitario e il 45% della popolazione europea, pari a circa 205 milioni di abitanti, consentendo ai Paesi membri di incidere con maggiore peso sulle politiche europee di interesse comune. Alla due giorni di lavori, presieduta dal ministro croato Davor Bozinovic, hanno preso parte anche i Commissari europei Magnus Brunner (Affari interni e migrazione) e Dubravka Suica (Mediterraneo), insieme ai vertici delle agenzie Frontex ed Europol. Al centro delle conclusioni approvate, la volontà di imprimere una svolta operativa alla gestione dei confini esterni dell’Ue. Il primo pilastro dell’accordo siglato in Istria riguarda il potenziamento del Patto sul sistema europeo per i rimpatri.
I nove Stati membri hanno concordato sulla necessità di rendere immediatamente esecutive le espulsioni dei migranti che non hanno diritto a permanere sul territorio comunitario. Le conclusioni impegnano i governi a una maggiore standardizzazione delle procedure burocratiche e all’ottimizzazione dei canali di cooperazione con Frontex per i voli di rimpatrio.
Per l’Italia, il ministro Matteo Piantedosi ha espresso soddisfazione, sottolineando come la stabilità della regione dipenda da un meccanismo di rimpatri rapido e credibile. Sempre Piantedosi ieri si è soffermato su un altro fronte, quello della rotta balcanica. «Sono 6.48 le persone arrestate da quando sono stati ripristinati i controlli al confine tra Italia e Slovenia: tra queste, 277 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. A ciò si aggiungono quasi 1,5 milioni di persone identificate, 700.000 veicoli controllati e 11.000 stranieri irregolari rintracciati. Numeri che danno la misura dell’impegno delle Forze dell’ordine per garantire la sicurezza alle nostre frontiere e che testimoniano l’efficacia delle misure volute da questo Governo per contrastare l’immigrazione irregolare. Intendiamo proseguire lungo questa strada, prorogando i controlli che, come fatto fino ad ora, non avranno ricadute sulla circolazione transfrontaliera e sul traffico di merci». Il Med 9 ha ribadito l’urgenza di rafforzare i partenariati strategici esterni con i Paesi di origine e transito della sponda sud.
L’obiettivo politico è implementare l’efficacia del “Patto per il Mediterraneo”, finanziando e sostenendo le autorità locali nel blocco delle partenze illegali e nella lotta ai trafficanti di esseri umani. I ministri hanno evidenziato che la cooperazione internazionale rappresenta l’unica via sostenibile per prevenire le crisi umanitarie ed evitare il collasso dei sistemi di accoglienza dei Paesi di prima linea, come Cipro e la Grecia. La seconda giornata del vertice ha spostato il focus sulla sicurezza interna e sulla criminalità organizzata. Le delegazioni hanno approvato un piano d’azione congiunto per il contrasto al narcotraffico via mare. Attraverso il coordinamento con il Maoc-N , i Paesi del Med 9 intensificheranno lo scambio di informazioni satellitari e l’attività di pattugliamento navale.
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