Controlli nelle piazze di Trieste: quasi 300 le persone identificate

il dispositivo interforze di presidio del territorio coordinato dalla Questura ha toccato alcuni dei principali punti caldi della città. Il centrosinistra critica la scelta di recintare piazza Libertà 

Stefano Bizzi
I controlli con le unità cinofile di martedì sera in piazza Perugino Foto Andrea Lasorte
I controlli con le unità cinofile di martedì sera in piazza Perugino Foto Andrea Lasorte

Tecnicamente vengono definiti controlli straordinari, ma di straordinario ormai è rimasto soltanto il nome. Ancorché saltuari, di fatto, i controlli legati all’attività di prevenzione sono diventati ordinari e non sono più limitati al solo fine settimana. Martedì sera il dispositivo interforze di presidio del territorio coordinato dalla Questura ha toccato alcuni dei principali punti caldi della città e ha portato all’identificazione di circa 300 persone tra piazza Perugino, piazza Garibaldi, piazza Goldoni e piazza Libertà.

I lampeggianti delle autopattuglie non sono passati inosservati ai cittadini, ormai esasperati dalla presenza di criminali o balordi sotto casa. Il personale della polizia di Stato, dei carabinieri, della guardia di finanza e della polizia locale è intervenuto anche con il supporto delle unità cinofile. Ancora una volta l’operazione ha dunque visto protagonisti i cani in forza alla polizia locale e alla guardia di finanza. La loro presenza ha permesso di individuare nelle aiuole diverse dosi di sostanze stupefacenti di cui, evidentemente, qualche spacciatore o assuntore abituale si era liberato vedendo arrivare le pattuglie. Una persona, però, non ha fatto in tempo a gettare l’hashish che aveva in tasca e per questo è stata denunciata all’Autorità giudiziaria per possesso di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’operazione di presidio del territorio sono state denunciate anche altre tre persone per violazione del dacur, il divieto di accesso alle aree urbane che viene disposto dal questore nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi.

Tra le 300 persone controllate dagli agenti, c’erano anche quindici cittadini stranieri irregolari che sono stati quindi accompagnati in Questura per le verifiche di riconoscimento da parte dell’Ufficio immigrazione. L’attività non si è limitata alle persone, è stata estesa anche ai veicoli. In tutto ne sono stati controllati 46. In questo caso, non risultano esserci state criticità.

L’operazione infrasettimanale, di fatto, ha rappresentato anche un messaggio verso chi crede di poter fare ciò che vuole in città ed è arrivata nel giorno in cui il sindaco Roberto Dipiazza e l’assessore al Bilancio Everest Bertoli hanno annunciato una posta da 1,2 milioni per recintare piazza Libertà in funzione anti-migranti. L’ipotesi, come prevedibile, ha scatenato la reazione delle forze di opposizione del centrosinistra. «La scelta solleva interrogativi profondi non solo sull’utilizzo delle risorse pubbliche, ma soprattutto sulla visione politica che la sostiene», dice Maria Luisa Paglia, segretaria comunale del Pd. Nel domandarsi quale potrebbe essere il passo successivo il Partito democratico sottolinea che con quelle stesse risorse si potrebbe realizzare un servizio di bassa soglia, con posti letto temporanei, servizi igienici, assistenza essenziale e uno spazio in cui gestire una situazione complessa con pragmatismo, umanità e ordine. Daniela Rossetti, segretaria provinciale Azione parla invece di una «trovata» «inutile ed offensiva». Nel ritenere la proposta demagogica, Rossetti aggiunge: «Ciò che questa amministrazione offre, è un investimento costoso che chiaramente non può risolvere il problema della presenza dei migranti e delle manifestazioni di violenza che si stanno verificando sempre più frequentemente».

 

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